Jazz a Londra: da Ronnie Scott's al nuovo jazz britannico
Da Ronnie Scott's a Shabaka: due ere di jazz e i negozi dove comprarlo
A Londra il jazz ha due anime che si intrecciano: la Soho storica di Ronnie Scott's, il basement dove l'America mise piede negli anni Sessanta, e il new London jazz esploso negli anni Dieci — giovane, black British, mescolato a grime e afrobeat. La città è il ponte tra le due. Questa guida racconta quel ponte, e ti dice dove, oggi, si compra il jazz in vinile.
Due jazz, una città
Scendi qualche gradino sotto Frith Street, a Soho, e sei nel locale dove all'inizio degli anni Sessanta il jazz americano moderno mise piede per la prima volta in un club britannico. Ronnie Scott's è ancora lì. Attraversa il fiume, va' a Peckham o a Brixton un sabato sera di questi anni, e trovi l'altra metà della storia: fiati giovani, batteristi cresciuti a grime e afrobeat, quella che molti considerano la scena jazz più viva del mondo in questo momento.
Londra è le due cose insieme, ed è questo il punto. Non "a Londra c'è una scena jazz" — frase che vale per venti città — ma il fatto che qui convivano, e si parlino, un jazz da club storico e un jazz da strada nuovissimo. Comprare jazz a Londra significa muoversi lungo quel ponte: le stampe britanniche dei classici americani a un capo, i dischi appena usciti della nuova ondata all'altro.
Scendi qualche gradino sotto Frith Street, a Soho, e sei nel locale dove all'inizio degli anni Sessanta il jazz americano moderno mise piede per la prima volta in un club britannico. Ronnie Scott's è ancora lì. Attraversa il fiume, va' a Peckham o a Brixton un sabato sera di questi anni, e trovi l'altra metà della storia: fiati giovani, batteristi cresciuti a grime e afrobeat, quella che molti considerano la scena jazz più viva del mondo in questo momento.
Londra è le due cose insieme, ed è questo il punto. Non "a Londra c'è una scena jazz" — frase che vale per venti città — ma il fatto che qui convivano, e si parlino, un jazz da club storico e un jazz da strada nuovissimo. Comprare jazz a Londra significa muoversi lungo quel ponte: le stampe britanniche dei classici americani a un capo, i dischi appena usciti della nuova ondata all'altro.
Soho, il basement e i classici
Ronnie Scott's aprì il 30 ottobre 1959, in un basement al 39 di Gerrard Street, per iniziativa del sassofonista Ronnie Scott e di Pete King; nel 1965 il club si spostò dove sta ancora oggi, al 47 di Frith Street. Fu il primo locale britannico a ospitare il jazz americano moderno — nei primi anni Sessanta — e da lì passò di tutto: i Beatles, il drammaturgo Harold Pinter, Jimi Hendrix (che vi tenne la sua ultima esibizione nel Regno Unito), Sonny Rollins, che a Londra registrò la colonna sonora di Alfie. Nel 2019 una blue plaque a Gerrard Street ne ha ufficializzato le origini.
Attorno c'era la Soho del jazz: il Flamingo Club di Wardour Street, la scena bebop britannica, i locali dove suonava una generazione di musicisti inglesi troppo spesso dimenticata. Per il collezionista quei nomi contano quanto gli americani: Tubby Hayes, sassofonista e vibrafonista di talento smisurato, Dick Morrissey, e la pattuglia di solisti che tennero vivo il jazz londinese quando ancora era un'importazione. I loro dischi d'epoca sono oggi tra i più cercati del jazz britannico.
È anche l'epoca che ha reso Londra una capitale del vinile jazz per un motivo pratico: mentre il pubblico britannico scopriva l'America dal vivo, le etichette del Regno Unito licenziavano e stampavano in casa i titoli d'oltreoceano. È da lì che nasce la ricchezza di pressing UK di cui i collezionisti approfittano ancora — l'altro lascito, meno visibile, della Soho di quegli anni.
Ronnie Scott's aprì il 30 ottobre 1959, in un basement al 39 di Gerrard Street, per iniziativa del sassofonista Ronnie Scott e di Pete King; nel 1965 il club si spostò dove sta ancora oggi, al 47 di Frith Street. Fu il primo locale britannico a ospitare il jazz americano moderno — nei primi anni Sessanta — e da lì passò di tutto: i Beatles, il drammaturgo Harold Pinter, Jimi Hendrix (che vi tenne la sua ultima esibizione nel Regno Unito), Sonny Rollins, che a Londra registrò la colonna sonora di Alfie. Nel 2019 una blue plaque a Gerrard Street ne ha ufficializzato le origini.
Attorno c'era la Soho del jazz: il Flamingo Club di Wardour Street, la scena bebop britannica, i locali dove suonava una generazione di musicisti inglesi troppo spesso dimenticata. Per il collezionista quei nomi contano quanto gli americani: Tubby Hayes, sassofonista e vibrafonista di talento smisurato, Dick Morrissey, e la pattuglia di solisti che tennero vivo il jazz londinese quando ancora era un'importazione. I loro dischi d'epoca sono oggi tra i più cercati del jazz britannico.
È anche l'epoca che ha reso Londra una capitale del vinile jazz per un motivo pratico: mentre il pubblico britannico scopriva l'America dal vivo, le etichette del Regno Unito licenziavano e stampavano in casa i titoli d'oltreoceano. È da lì che nasce la ricchezza di pressing UK di cui i collezionisti approfittano ancora — l'altro lascito, meno visibile, della Soho di quegli anni.
La nuova ondata: il jazz londinese di oggi
Da una decina d'anni Londra è tornata epicentro, ma in un modo che con la Soho anni Sessanta c'entra solo per linea di sangue. La nuova scena è nata a sud del fiume — Peckham, Brixton — ed è in larga parte black British: musicisti cresciuti tra jazz, grime, afrobeat e musica da club, che hanno smesso di trattare il jazz come un museo. Va raccontata per quello che è — una comunità reale, con le sue sale prova, i suoi collettivi e la sua politica — non come colore di sfondo esotico.
I nomi guida sono ormai noti: Shabaka Hutchings, con i Sons of Kemet e The Comet Is Coming; gli Ezra Collective; la sassofonista Nubya Garcia; il batterista Moses Boyd. Dietro di loro, un'infrastruttura fatta di piattaforme più che di sole etichette: Brownswood, la label di Gilles Peterson, e Jazz re:freshed, la realtà non-profit che ha fatto da rampa di lancio a metà di questa generazione. È qui che il jazz londinese ha smesso di essere nostalgia ed è tornato presente.
Una cosa distingue questa scena da quella di Ronnie Scott's: nasce prima dal vivo che in studio. Le serate nei locali di Peckham e del sud di Londra, i collettivi che si prestano musicisti, un pubblico giovane che balla invece di ascoltare in religioso silenzio — è da lì che escono i dischi, non il contrario. Per chi colleziona, significa che gli LP di questa generazione sono documenti di una comunità in movimento, non pezzi da teca: si comprano per ascoltarli forte, come sono stati pensati.
Da una decina d'anni Londra è tornata epicentro, ma in un modo che con la Soho anni Sessanta c'entra solo per linea di sangue. La nuova scena è nata a sud del fiume — Peckham, Brixton — ed è in larga parte black British: musicisti cresciuti tra jazz, grime, afrobeat e musica da club, che hanno smesso di trattare il jazz come un museo. Va raccontata per quello che è — una comunità reale, con le sue sale prova, i suoi collettivi e la sua politica — non come colore di sfondo esotico.
I nomi guida sono ormai noti: Shabaka Hutchings, con i Sons of Kemet e The Comet Is Coming; gli Ezra Collective; la sassofonista Nubya Garcia; il batterista Moses Boyd. Dietro di loro, un'infrastruttura fatta di piattaforme più che di sole etichette: Brownswood, la label di Gilles Peterson, e Jazz re:freshed, la realtà non-profit che ha fatto da rampa di lancio a metà di questa generazione. È qui che il jazz londinese ha smesso di essere nostalgia ed è tornato presente.
Una cosa distingue questa scena da quella di Ronnie Scott's: nasce prima dal vivo che in studio. Le serate nei locali di Peckham e del sud di Londra, i collettivi che si prestano musicisti, un pubblico giovane che balla invece di ascoltare in religioso silenzio — è da lì che escono i dischi, non il contrario. Per chi colleziona, significa che gli LP di questa generazione sono documenti di una comunità in movimento, non pezzi da teca: si comprano per ascoltarli forte, come sono stati pensati.
I dischi da cercare
Due mondi, due modi di comprare. Da un lato i classici: Londra è il posto giusto per i pressing UK del jazz americano, perché per decenni le etichette britanniche hanno licenziato e stampato qui titoli Blue Note, Prestige e Riverside, che circolano più che altrove. A questi si aggiungono gli originali del jazz britannico anni Sessanta — Tubby Hayes su tutti — che per rarità e prezzo sono veri grail. Sono dischi da mercato dell'usato e da specialista, non da carrello: si cercano per stampa, matrice e condizioni.
Dall'altro lato la nuova ondata, che vive nel presente: gli LP recenti di Nubya Garcia, degli Ezra Collective, di Moses Boyd e dei progetti di Shabaka sono spesso stampati bene e ancora reperibili nuovi, il modo più diretto per portarsi a casa il suono di questa scena. È la parte accessibile del ponte — dischi da acquistare, non da inseguire.
Regola pratica per il jazz d'annata: l'originale conta, ma una buona ristampa moderna ben masterizzata batte un originale stanco e graffiato. Controlla sempre le condizioni del vinile più della copertina. La nostra guida pressing originale vs reissue entra nel dettaglio.
Due mondi, due modi di comprare. Da un lato i classici: Londra è il posto giusto per i pressing UK del jazz americano, perché per decenni le etichette britanniche hanno licenziato e stampato qui titoli Blue Note, Prestige e Riverside, che circolano più che altrove. A questi si aggiungono gli originali del jazz britannico anni Sessanta — Tubby Hayes su tutti — che per rarità e prezzo sono veri grail. Sono dischi da mercato dell'usato e da specialista, non da carrello: si cercano per stampa, matrice e condizioni.
Dall'altro lato la nuova ondata, che vive nel presente: gli LP recenti di Nubya Garcia, degli Ezra Collective, di Moses Boyd e dei progetti di Shabaka sono spesso stampati bene e ancora reperibili nuovi, il modo più diretto per portarsi a casa il suono di questa scena. È la parte accessibile del ponte — dischi da acquistare, non da inseguire.
Regola pratica per il jazz d'annata: l'originale conta, ma una buona ristampa moderna ben masterizzata batte un originale stanco e graffiato. Controlla sempre le condizioni del vinile più della copertina. La nostra guida pressing originale vs reissue entra nel dettaglio.
Dove trovarli oggi
Ray's Jazz è il cuore: uno dei pochi veri specialisti jazz rimasti su una high street, ancora ospitato dentro la libreria Foyles (107 Charing Cross Road, WC2H 0DT), con catalogo ampio, caffè annesso e orari pubblicati. Se cerchi jazz a Londra e vuoi un solo indirizzo, è questo.
Sounds of the Universe (7 Broadwick Street, Soho), la sede di Soul Jazz Records, è il negozio-ponte per eccellenza: spiritual jazz, modale e deep jazz curati con mano sicura, ma anche l'orecchio sul contemporaneo. Perfetto se l'angolo che ti interessa è proprio l'incontro tra le due ere. Honest Jon's (278 Portobello Road, Notting Hill) porta il jazz dentro una curatela più larga di world e black music, con l'etichetta interna a fare da garanzia di gusto.
Per la profondità di catalogo resta Soul Brother Records (1 Keswick Road, East Putney), dal 1991 riferimento per soul, funk e jazz, con oltre diecimila titoli e uno staff che risponde alle domande difficili — chiuso la domenica. Per il presente della nuova ondata, Stranger Than Paradise (dentro Mare Street Market, Hackney) è il negozio che la intercetta meglio: jazz contemporaneo, ristampe Numero Group, eventi in-store. E per il digging generalista, con jazz nelle casse, Reckless a Soho e Flashback completano il giro. Verifica sempre gli orari prima di andare.
Ray's Jazz è il cuore: uno dei pochi veri specialisti jazz rimasti su una high street, ancora ospitato dentro la libreria Foyles (107 Charing Cross Road, WC2H 0DT), con catalogo ampio, caffè annesso e orari pubblicati. Se cerchi jazz a Londra e vuoi un solo indirizzo, è questo.
Sounds of the Universe (7 Broadwick Street, Soho), la sede di Soul Jazz Records, è il negozio-ponte per eccellenza: spiritual jazz, modale e deep jazz curati con mano sicura, ma anche l'orecchio sul contemporaneo. Perfetto se l'angolo che ti interessa è proprio l'incontro tra le due ere. Honest Jon's (278 Portobello Road, Notting Hill) porta il jazz dentro una curatela più larga di world e black music, con l'etichetta interna a fare da garanzia di gusto.
Per la profondità di catalogo resta Soul Brother Records (1 Keswick Road, East Putney), dal 1991 riferimento per soul, funk e jazz, con oltre diecimila titoli e uno staff che risponde alle domande difficili — chiuso la domenica. Per il presente della nuova ondata, Stranger Than Paradise (dentro Mare Street Market, Hackney) è il negozio che la intercetta meglio: jazz contemporaneo, ristampe Numero Group, eventi in-store. E per il digging generalista, con jazz nelle casse, Reckless a Soho e Flashback completano il giro. Verifica sempre gli orari prima di andare.
Per chi è questa pagina
Per chi a Londra cerca specificamente jazz e non vuole perdere un pomeriggio nei negozi generalisti: collezionisti di spiritual e modal jazz, cacciatori di pressing UK, appassionati della nuova scena britannica. Se vuoi la mappa completa della città, parti dalla guida ai negozi di dischi di Londra; per i generi vicini, vedi reggae e dub a Londra e soul e funk a Londra.
Per chi a Londra cerca specificamente jazz e non vuole perdere un pomeriggio nei negozi generalisti: collezionisti di spiritual e modal jazz, cacciatori di pressing UK, appassionati della nuova scena britannica. Se vuoi la mappa completa della città, parti dalla guida ai negozi di dischi di Londra; per i generi vicini, vedi reggae e dub a Londra e soul e funk a Londra.
Ray's Jazz da Foyles è il cuore, l'ultimo vero specialista in centro; Sounds of the Universe è il ponte tra classico e contemporaneo; Soul Brother per la profondità, Stranger Than Paradise per la nuova ondata. Una città, due ere di jazz che si parlano.
Qual è il miglior negozio di jazz a Londra?
Ray's Jazz dentro Foyles è il riferimento specialista in centro. Sounds of the Universe a Soho è perfetto per lo spiritual e il deep jazz e fa da ponte col contemporaneo; Soul Brother a East Putney per la profondità di catalogo; Stranger Than Paradise a Hackney per la nuova scena britannica. Non esiste un 'migliore' unico.
Cos'è il new London jazz?
È la scena jazz londinese esplosa negli anni Dieci, nata a sud del fiume tra Peckham e Brixton e in larga parte black British: musicisti come Shabaka Hutchings, Nubya Garcia, gli Ezra Collective e Moses Boyd, che hanno mescolato il jazz a grime, afrobeat e musica da club.
Dove trovo pressing originali Blue Note a Londra?
I pressing UK di Blue Note circolano soprattutto tra gli specialisti come Soul Brother e nei negozi di usato serio. Aspettati prezzi alti sugli originali più ricercati: la domanda londinese li ha già assorbiti.