Prima di ogni libro accademico sui mod, c'è stato questo — e nessuno l'ha ancora superato sul suo terreno. Richard Barnes pubblicò Mods! nel 1979, e il suo vantaggio era semplice: lui c'era. Coinquilino di Pete Townshend agli esordi dei Who (il nome "The Who" lo suggerì lui), Barnes ha raccontato la sottocultura mod dall'interno, con oltre centocinquanta fotografie in bianco e nero che restano il documento visivo definitivo del movimento: i vestiti, gli scooter, i balli, la caccia ossessiva ai 45 giri di soul e R&B americano.
Non è un saggio: è un album, un reperto, un atto d'amore. Il testo è breve e affilato, ma sono le immagini a parlare — facce, strade, dettagli di stile che nessuna ricostruzione successiva ha saputo eguagliare in autenticità. È la prova fotografica che il mod, prima di diventare nostalgia e citazione, fu una cosa viva, precisa, inglese fino al midollo.
Per chi ama questa cultura — e per chi ha letto la nostra serie Mod Story o il volume Mods. Una storia inglese di Grooville Books — il libro di Barnes è la fonte primaria, l'oggetto da cui tutto il resto discende. Un classico che andrebbe ristampato più spesso di quanto non sia.

