Le scelte della redazione

Settembre 2026

Cinque dischi che la redazione ha ascoltato ad occhi chiusi. Non classifiche, non algoritmi. Solo orecchie.

  1. Gang of Four — Entertainment! (1979) copertina vinile
    01

    Entertainment!

    Gang of Four · 1979

    scelta di Sergio

    Lo metto su quando ho bisogno di svegliarmi, non di consolarmi. Nel 1979 i Gang of Four presero il funk, gli tolsero ogni grammo di calore e ci misero sopra testi su merci, alienazione e desiderio: la chitarra di Andy Gill che taglia come una lama, basso e batteria che invece groovano come se niente fosse. È post-punk che pensa mentre balla — o che ti fa ballare mentre ti accusa. Dopo gli Unknown Pleasures del mese scorso, è l'altra faccia inglese del 1979: non il buio di Manchester, ma la rabbia lucida di Leeds.

  2. Lee Perry & The Upsetters — Super Ape (1976) copertina vinile
    02

    Super Ape

    Lee Perry & The Upsetters · 1976

    scelta di Mike G.

    Se King Tubby, il mese scorso, era il chirurgo del dub, Lee 'Scratch' Perry è lo sciamano. Super Ape esce dal suo studio Black Ark, e si sente: riverberi che sembrano fumo, voci sepolte, una scimmia gigante in copertina e nei solchi un groove che non finisce mai. Perry non missava un disco, evocava un'atmosfera — e questo è il suo vertice da studio. Lo metto su a volume basso, di sera, e lascio che il Black Ark faccia il suo incantesimo.

  3. Terry Callier — What Color Is Love (1972) copertina vinile
    03

    What Color Is Love

    Terry Callier · 1972

    scelta di Emma

    Questo è il disco che tiro fuori quando voglio qualcosa che non sta in nessuna casella. Terry Callier veniva da Chicago e mescolava folk, soul e jazz con una voce calda e gli archi di Charles Stepney che si aprono come tende: nel 1972 non lo comprò quasi nessuno, e per anni è stato uno di quei nomi che si sussurrano tra chi scava. Dutchman e la title track sono di una bellezza che fa quasi male. È il tipo di gemma per cui vale la pena passare i pomeriggi nei bin.

  4. Tangerine Dream — Phaedra (1974) copertina vinile
    04

    Phaedra

    Tangerine Dream · 1974

    scelta di John

    Phaedra è il disco in cui la macchina comincia a sognare da sola. Nel 1974 i Tangerine Dream lasciarono che i sequencer prendessero il comando, e la title track — diciassette minuti nati quasi da un errore, un synth che va fuori accordatura e loro che lo assecondano — è ancora oggi ipnosi pura. Non è musica da ascoltare in primo piano: è musica in cui entrare. La metto la notte, al buio, e lascio che il pattern mi porti via.

  5. Banco del Mutuo Soccorso — Darwin! (1972) copertina vinile
    05

    Darwin!

    Banco del Mutuo Soccorso · 1972

    scelta di Sergio

    Chiudo con la mia seconda scelta, e torno sull'isola di casa. Se il post-punk dei Gang of Four è un polo, il prog italiano è l'altro — e Darwin! è uno dei suoi vertici, insieme alla PFM e al Balletto di Bronzo di cui abbiamo già scritto. Il Banco nel 1972 fece un concept sull'evoluzione con due tastieristi, la voce operistica di Francesco Di Giacomo e un'ambizione smisurata: brani lunghi, teatrali, che non hanno paura di esagerare. Sì, firmo due dischi anche questo mese — ma volevo che questo fosse qui, perché è la prossima porta dell'isola che stiamo costruendo.

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