Il Marantz PM6007 è il premium della fascia: il più caro dei nostri ampli integrati entry — sfiora il tetto dei seicento euro — e quello che, in cambio, ti dà di più. Perché non è solo un amplificatore con phono per il vinile: ha un DAC di qualità già dentro, con ingressi digitali, e questo lo rende l'unico della selezione che gestisce vinile e sorgenti digitali in un solo apparecchio.
È il nostro numero due, dietro al Rega io, e la scelta tra i due è una scelta di filosofia. Una precisazione sul modello: è il PM6007, il modello corrente della linea, non il PM6006 che l'ha preceduto — più avanti diciamo cosa cambia.
Il contesto
Marantz è una casa storica dell'hi-fi. Il PM6007 è la sua proposta nella fascia d'ingresso, con la tecnologia current-feedback della casa e uno stadio phono che Marantz ha sempre curato.
Nella nostra classifica degli ampli integrati entry è al secondo posto, con il badge premium. È secondo perché costa di più e perché la classifica premia, in prima posizione, il purista del vinile. Il Marantz gioca un'altra carta: la completezza.
Design e costruzione
La costruzione è sostanziosa, più del Rega io: un telaio metallico serio, un trasformatore toroidale, quasi otto chili sulla bilancia. Si sente che è un apparecchio "pieno", di quelli che danno l'impressione di solidità appena li sollevi. Sul frontale ci sono i controlli di tono (bassi e alti) e il tasto Source Direct che li bypassa per il percorso più pulito, più un'uscita cuffie dedicata e discreta.
Ma il pezzo forte è dietro: il DAC AK4490. È un convertitore di qualità reale — non un chip di ripiego — abbinato a due ingressi ottici e uno coassiale che accettano file fino a 192 kHz / 24 bit, con due filtri digitali selezionabili per adattare il suono. In pratica, colleghi un lettore CD, una TV o uno streamer e non ti serve un DAC esterno: è già a bordo. Ci sono anche un'uscita per il subwoofer e i terminali A/B per due coppie di diffusori.
Cosa dicono le recensioni
Il carattere sonoro, su questa scheda, non viene da un nostro ascolto: lo riportiamo dalle recensioni pubblicate, con il nome di chi le ha firmate.
What Hi-Fi? (recensione dell'agosto 2020, aggiornata a ottobre 2024) descrive un suono pieno, levigato ed equilibrato, con una presentazione spaziosa. Rispetto al PM6006 lo trova più chiaro, preciso e ritmico, con bassi più asciutti e una presentazione più vivace, ma con voci meno solide e ancorate. Lo stadio phono e l'uscita cuffia risultano coesi e incisivi, anche se un po' meno chiari e brillanti degli ingressi di linea. Tra i limiti la rivista segnala anche l'assenza di Bluetooth e di USB.
Resa sul vinile
Lo stadio phono MM è un circuito nuovo, ereditato dal PM7000N, con ingresso a FET per abbassare rumore e distorsione; What Hi-Fi? lo trova coeso e incisivo, ma un po' meno chiaro e brillante degli ingressi di linea. Colleghi il giradischi direttamente e non ti serve un pre-fono esterno.
Il limite, coerente con la casa, è lo stesso degli altri ampli con phono di questa fascia: è solo MM, quindi con una testina moving coil serve un pre-fono MC esterno. Ma per chi ascolta vinile con una MM e vuole anche gestire le sorgenti digitali senza aggiungere scatole, il PM6007 fa entrambe le cose.
Confronto e valore
Il PM6007 è il più caro dei cinque, e il prezzo va giustificato. Lo giustifica con due cose che gli altri, in questa fascia, non mettono insieme: il DAC AK4490 con ingressi digitali e una costruzione più sostanziosa. Se il tuo mondo è solo vinile e vuoi il massimo rendimento per euro, il Rega io costa meno. Ma se ascolti anche da CD, TV o streamer, il Marantz ti fa risparmiare il DAC esterno e mette tutto in un telaio.
Rispetto al NAD, che punta sull'ibrido e sul Bluetooth — il digitale wireless, un'anima più moderna — il Marantz è il tradizionale, con il digitale solo via cavo. È l'ampli per chi vuole il DAC a bordo, senza streaming. In una parola: la completezza, contro la purezza del Rega e la modernità del NAD.
Nella catena vinile
Il PM6007 è il centro di una catena che non è solo vinile: giradischi con testina MM nell'ingresso phono, ma anche un lettore CD o uno streamer negli ingressi digitali, il tutto in un apparecchio solo. Con 45 watt su 8 ohm (e 60 su 4) ha più margine del Rega io sulla carta, utile con diffusori un po' più esigenti come il Dali Oberon 3.
Nella nostra classifica dei diffusori trovi gli abbinamenti adatti. È anche l'ampli giusto quando una catena — l'idea della catena da 1500 euro, verso l'alto — deve accogliere sia il vinile sia il digitale senza aggiungere un convertitore separato.
- DAC AK4490 con ingressi digitali (fino a 192/24): vinile e digitale in un solo ampli
- Suono pieno, levigato ed equilibrato secondo What Hi-Fi?
- Stadio phono MM con ingresso a FET
- Costruzione sostanziosa, controlli di tono, uscita cuffie dedicata, telecomando
- Il più caro della selezione (sfiora i €600)
- Niente Bluetooth né streaming: il digitale è solo via cavo
- Phono solo MM: con una moving coil serve un pre-fono MC esterno
- Phono e cuffia un po' meno chiari e brillanti degli ingressi di linea (What Hi-Fi?)
Diffusori: da scaffale di sensibilità normale; grazie ai 45 W (60 su 4 ohm) regge anche casse un po' esigenti come il Dali Oberon 3. Giradischi: qualsiasi con testina MM, nell'ingresso phono. Sorgenti digitali: lettore CD, TV o streamer negli ingressi ottici/coassiale — niente DAC esterno. Cuffie: uscita dedicata.
Verdetto
Compra il Marantz PM6007 se vuoi un solo apparecchio che faccia bene due lavori: il vinile con il phono MM a bordo e le sorgenti digitali con un DAC vero, in una costruzione sostanziosa. È il premium della fascia, ed è la scelta di chi non vuole scendere a compromessi tra analogico e digitale.
Non fa per te se ascolti solo vinile e cerchi il massimo rendimento per euro — lì il Rega io costa meno — o se vuoi lo streaming Bluetooth, che qui non c'è (guarda il NAD). Ma per chi vuole tutto in un telaio, fatto con cura, è l'ampli più completo della selezione.