L'E1 Phono è il più recente dei giradischi d'ingresso di Pro-Ject, e la sua promessa è tutta nel nome: un giradischi con lo stadio phono già dentro, così si collega a qualsiasi amplificatore — anche a uno senza ingresso phono. È la risposta plug-and-play per chi ha un ampli moderno o dei diffusori amplificati e non ha un pre-fono.
Prima di tutto, una disambiguazione che conta: non è l'E1 base (senza phono) né l'E1 BT (Bluetooth), ed è un altro apparecchio dal Pro-Ject T1 che abbiamo già schedato — stesso marchio, fascia vicina, ma non lo stesso oggetto.
Il contesto
Pro-Ject costruisce in Europa, e la serie E è la sua linea d'ingresso più nuova. Esiste in tre varianti: l'E1, base, senza phono; l'E1 Phono, con lo stadio phono commutabile integrato; e l'E1 BT, con il Bluetooth. Questa scheda è sull'E1 Phono.
Il progetto punta su un plinto in fibra composita lavorato a CNC, un braccio in alluminio monopezzo da 8,6", la velocità elettronica e un piatto in ABS con nervature anti-risonanza. La testina in dotazione è una Audio-Technica AT3600L, montata e regolata in fabbrica.
Design e costruzione
La costruzione è il territorio di Pro-Ject, e l'E1 Phono non delude. Il plinto in fibra composita è lavorato a CNC senza spazi vuoti interni, per il controllo delle risonanze; il braccio in alluminio monopezzo con headshell è rigido e a bassa frizione, tarato in fabbrica su forza di lettura e antiskating. Piatto in ABS con nervature, tappetino in feltro, piedini di isolamento, motore DC e — bel dettaglio a questo prezzo — un coperchio antipolvere in acrilico con cerniere regolabili.
La testina è il punto da chiarire: è una Audio-Technica AT3600L, una MM a stilo conico. È una testina basilare, ed è il vero tetto del pacchetto — non un difetto nascosto, ma il limite dichiarato della fascia.
L'analisi sonora
Il carattere è quello vivace e coinvolgente che ci si aspetta da un braccio Pro-Ject ben fatto. Su Ain't No Sunshine di Bill Withers la voce ha corpo e presenza, e il ritmo resta saldo. La macchina, in sé, suona più della sua cifra.
Ma va detto con onestà: il limite è la AT3600L. Uno stilo conico legge meno del solco di un ellittico — meno dettaglio, meno raffinatezza sui finali di facciata e sulle sibilanti, dove su un disco affollato si sente che la punta arriva fin lì. La buona notizia è che è un pavimento, non un muro: il braccio accetta testine migliori, e il salto si sente subito.
Resa sul vinile
Il braccio monopezzo con headshell e le regolazioni impostate in fabbrica rendono l'E1 Phono facile da vivere e facile da far crescere. Sostituisci la AT3600L con una Ortofon OM o una 2M Red e il giradischi sale di categoria senza altri interventi: è la prima mossa che consiglierei dopo qualche mese.
E lo stadio phono è commutabile: puoi spegnerlo e collegare un pre-fono esterno quando vorrai fare quel passo. Non ti lega — parti dalla scatola sola e apri le porte più avanti.
Confronto e valore
L'E1 Phono è il fratello più nuovo del Pro-Ject T1, e conviene dire cosa cambia davvero. Entrambi sono plug-and-play, con phono integrato e velocità elettronica. Le differenze: l'E1 ha il plinto CNC più recente, il braccio monopezzo con headshell staccabile — quindi cambi testina più facilmente — e il phono commutabile; il T1 ha il piatto in vetro e monta una Ortofon OM, e costa un po' meno.
Non c'è un vincitore netto: pesano cose diverse. L'E1 Phono per il progetto più nuovo, il phono commutabile e la facilità di aggiornare la testina; il T1 per il piatto in vetro e la Ortofon OM a un prezzo inferiore. Vale la pena confrontarli con calma, perché sono vicini.
Nella catena vinile
Qui sta l'argomento principale dell'E1 Phono, ed è pratico: lo stadio phono commutabile integrato significa che si collega a qualsiasi amplificatore — compresi i tanti integrati e sintoamplificatori moderni senza ingresso phono — o direttamente a diffusori amplificati. È il giradischi per chi ha un buon ampli ma non ha il phono, ed è la stessa logica che semplifica le scelte della nostra classifica degli amplificatori integrati e regge una catena come quella da 800 euro.
Che il phono sia commutabile conta: lo escludi e usi un pre-fono esterno quando aggiorni, senza restare bloccato. Una nota sulla distribuzione: fuori dall'Italia l'E1 Phono passa soprattutto dai rivenditori hi-fi specializzati, e negli Stati Uniti non è presente sui canali generalisti. Non è un difetto del prodotto — è come si vende l'hi-fi entry-level.
- Stadio phono commutabile integrato: si collega a qualsiasi ampli, anche senza ingresso phono
- Plinto in fibra composita CNC e braccio monopezzo con headshell: costruzione europea seria
- Headshell staccabile e regolazioni di fabbrica: facile aggiornare la testina
- Velocità elettronica e coperchio in acrilico incluso
- La testina AT3600L a stilo conico è basilare: è il tetto del suono
- Più caro del Pro-Ject T1, che ha piatto in vetro e Ortofon OM
- Piatto in ABS più modesto del vetro del T1
- Fuori dall'Italia si trova soprattutto dai rivenditori specializzati; nessun canale generalista US
Pre-fono: non serve, è integrato e commutabile. Ampli: qualsiasi, anche senza ingresso phono, o diffusori amplificati. Diffusori: Wharfedale Diamond 12.1i o Q Acoustics 3030i. Upgrade: sostituire la AT3600L con una Ortofon OM o una 2M Red, oppure escludere il phono interno per uno esterno.
Verdetto
Compra l'E1 Phono se vuoi un Pro-Ject di ultima generazione che si collega a qualsiasi cosa grazie al phono commutabile, e non ti pesa aggiornare la testina più avanti. Non aspettarti che la AT3600L sia l'ultima parola: è un punto di partenza da cui salire, non un traguardo.
E se il piatto in vetro e la Ortofon OM del T1, più economico, ti tentano, pesali contro l'E1: sono vicini. Ma per la semplicità del collegarsi-a-tutto con un percorso di upgrade chiaro, l'E1 Phono è una scelta onesta e pulita.