Roma e i suoi negozi di dischi
A Roma il vinile non è mai stato una moda passeggera. È sedimentato, come tutto il resto: strato su strato, dal 1963 a oggi.
C'è una cosa che Roma sa fare meglio di qualsiasi altra città italiana, e la sa fare da sempre: la colonna sonora. Da Cinecittà è uscita la musica da film che ha fatto il giro del mondo — Morricone, Nino Rota, i Goblin — e quella tradizione ha lasciato in città una densità di vinile che nessun'altra piazza italiana eguaglia. Ma Roma non è solo colonne sonore. È anche una delle scene del disco più antiche del Paese, con negozi aperti da prima che il vinile diventasse cool, di nuovo, e con un tratto tutto suo: quello di far convivere il disco con il vino, in enoteche dove l'ascolto conta quanto il calice. Il collezionista che arriva a Roma non trova una città che riscopre il vinile. Ne trova una che non lo ha mai davvero lasciato.
Una storia breve: come è nata la scena
La scena del disco romana ha radici profonde, più profonde di quasi ovunque in Italia. Millerecords apre nel 1963 su Via dei Mille — da cui il nome — e mette in fila un catalogo che va dal canto gregoriano al punk, con la serietà di chi tratta la musica come cultura e non come merce. Quattro anni dopo, nel 1967, nasce vicino ai binari della Stazione Termini la Discoteca Laziale, destinata a diventare l'indirizzo che ogni romano nomina per primo: all'ingrosso e al dettaglio, un catalogo così vasto che il detto locale recita "se una cosa non la trovi qui, non è uscita".
Intorno a questi due pilastri, la città ha costruito nei decenni una geografia fitta e quartiere per quartiere. San Lorenzo e il Pigneto sono diventati i poli più musicali, con negozi che hanno accompagnato le rispettive scene — dal jazz al punk all'elettronica. Il centro storico, a lungo territorio dei turisti più che dei collezionisti, ha visto aperture recenti e sorprendenti. E mentre altrove i negozi chiudevano sotto i colpi dello streaming, a Roma molti hanno resistito, perché qui il vinile non è mai stato solo nostalgia: è stato mercato, cultura, e un pezzo di identità cittadina. Oggi la capitale resta una delle piazze più importanti d'Italia per il supporto fisico — vinile in testa, ma anche la cassetta che torna.
La geografia oggi: dove andare
Roma si legge per rione, e ogni zona ha il suo carattere vinilico. Ecco dove entrare, quartiere per quartiere.
Esquilino e Termini sono il cuore storico. Da Millerecords (Via Merulana 91) si scava in un archivio trasversale di 33, 45 e 78 giri; a pochi passi, la Discoteca Laziale (Via Giolitti 263) resta l'istituzione, con il catalogo più completo della città e incontri con gli artisti che riempiono il negozio.
San Lorenzo è il quartiere universitario e più musicale della città. Transmission (Via dei Salentini 27) è un classico per jazz, elettronica, punk, prog e rarità; a due passi, UltraSuoni (Via dei Marsi 24) presidia house, techno e disco per chi mette dischi. Camminando tra queste strade si inciampa in più di una sorpresa: è crate digging allo stato puro.
Il Pigneto, l'altro polo musicale, è il regno di Radiation Records (Via Romanello da Forlì 14): indie, punk, un catalogo curatissimo tra nuovo e usato, e la voglia di passarci il pomeriggio. Radiation ha altre due sedi che seguono la stessa filosofia — una più raccolta a Monti (Via del Boschetto 94), l'altra a Trastevere (Via di San Francesco a Ripa 168) — così da coprire tre dei rioni più belli della città.
In Prati, Welcome to the Jungle (Via Monte Zebio 44a) è la caccia grossa: oltre trentamila titoli usati su duecento metri quadri, il posto giusto per scovare l'introvabile. A San Giovanni, Soul Food (Via di San Giovanni in Laterano 192) è il negozio identitario del punk e del garage, nato sulla scia dell'etichetta Hate Records. Al Flaminio, Goody Music (Via Flaminia 23) tiene insieme vinile e attrezzatura da DJ. In Portuense, Pink Moon (Via Pacinotti 5) è la tana del collezionista paziente: usato, rarità e import da tutto il mondo. E nel centro storico, a due passi da Via del Corso, la Vinyl Room (Via della Frezza 53a) è la sorpresa più elegante: rock, pop, reggae, folk e prog, aperta nel 2018 da Marco e Federico De Gregori — sì, i figli di Francesco.
| Negozio | Quartiere | Specialità |
|---|---|---|
| Discoteca Laziale | Termini | Catalogo completo, nuovo |
| Millerecords | Esquilino | 33/45/78, archivio storico |
| Transmission | San Lorenzo | Jazz, elettronica, prog, rarità |
| UltraSuoni | San Lorenzo | House, techno, disco |
| Radiation Records | Pigneto / Monti / Trastevere | Indie, punk, usato curato |
| Welcome to the Jungle | Prati | Usato, 30.000 titoli |
| Soul Food | San Giovanni | Punk, garage |
| Goody Music | Flaminio | Vinile + attrezzatura DJ |
| Pink Moon | Portuense | Usato, rarità, import |
| Vinyl Room | Centro | Rock, pop, folk, prog |
Il disco e il vino: un'anima romana
C'è poi una cosa che a Roma trovi come in nessun'altra città italiana: il disco che incontra il vino. Negli ultimi anni sono nate enoteche dove il vinile non è arredo ma sostanza — si ascolta, e a volte si compra. La più centrale è Vino e Vinili (Via del Pellegrino 77, a Campo de' Fiori), una piccola enoteca di vini naturali con quattrocento dischi degli anni Settanta e Ottanta che girano sul piatto e finiscono in busta se trovi quello giusto. Nella stessa famiglia, Dischixfiaschi a Montesacro e Il Mangiadischi a Trastevere uniscono la prima stampa al bicchiere di qualità. È un tratto profondamente romano — l'ascolto come convivialità, il negozio come osteria — e per il collezionista è il modo migliore di chiudere una giornata di caccia.
Percorsi consigliati
Il giro efficiente (mezza giornata). Concentrati su Esquilino e San Lorenzo, che sono vicini: Millerecords e Discoteca Laziale intorno a Termini, poi due passi a Transmission e UltraSuoni a San Lorenzo. Quattro negozi seri, poca strada, il cuore storico della scena.
Il giro collezionistico (una giornata). Per la caccia vera: Welcome to the Jungle in Prati per l'usato di volume, Pink Moon in Portuense per le rarità e l'import, Radiation al Pigneto per la selezione curata, e una chiusura da Vino e Vinili in centro. Aggiungi Vinyl Room al Tridente se cerchi la canzone d'autore.
Il giro mercatini (domenica mattina). Roma la domenica è Porta Portese, il mercato delle pulci più grande della città, a Trastevere: banchi su banchi, dischi in condizioni variabili, prezzi da trattare e il colpo di fortuna sempre in agguato. Arriva presto — verso le sette — perché i pezzi migliori spariscono con la luce.
Pratica romana
I mercati. Oltre a Porta Portese (domenica mattina, Trastevere), Roma ospita fiere del disco che attirano rivenditori da tutta Italia: Music Day Roma, Vinyl Village e il Pigneto Vinyl Fest (all'Ellington Club). Sono itineranti o stagionali: controlla le date prima di organizzarti.
Gli orari. I negozi romani seguono ritmi mediterranei: molti chiudono nella pausa pranzo e riaprono nel pomeriggio, diversi sono chiusi il lunedì mattina. In agosto la città si svuota e parecchi negozi fanno ferie: non è il mese giusto per il crate digging.
I trasporti. Il centro storico, l'Esquilino e Trastevere si girano a piedi; San Lorenzo, Pigneto, Prati e Portuense chiedono metro, tram o bus. La rete non è quella di Londra, ma i poli principali sono raggiungibili.
I prezzi. Un vinile nuovo a Roma sta intorno ai trenta euro, in linea con il resto d'Italia. L'usato varia moltissimo: da pochi euro nei cestoni di Porta Portese alle cifre serie per gli originali ricercati — e le colonne sonore originali, qui, hanno un mercato tutto loro.
Domande frequenti
Qual è il miglior negozio di dischi a Roma? Dipende da cosa cerchi. Per il catalogo completo e il nuovo, Discoteca Laziale e Millerecords sono le istituzioni storiche; per l'indie e il punk curato, Radiation; per jazz, prog e rarità, Transmission. Roma è una città di specialisti, senza un vincitore unico.
Dove comprare vinili usati e rari a Roma? Welcome to the Jungle in Prati ha oltre trentamila titoli usati ed è il posto per l'introvabile; Pink Moon in Portuense e Transmission a San Lorenzo sono ottimi per le rarità e l'import. E la domenica c'è sempre il mercato di Porta Portese.
Cos'è il disco-vino e dove si ascolta vinile bevendo a Roma? È il tratto romano di unire enoteca e vinile: locali dove i dischi si ascoltano e a volte si comprano. Vino e Vinili a Campo de' Fiori è il più centrale, con Dischixfiaschi a Montesacro e Il Mangiadischi a Trastevere sulla stessa scia.
Dove trovo colonne sonore e musica da film a Roma? Roma è la capitale della colonna sonora, ed è il posto migliore per cercarle: gli originali Cinevox di Goblin e Morricone circolano da Discoteca Laziale, Transmission e nei banchi di Porta Portese. Per gli originali più rari serve pazienza e un occhio da collezionista.
Roma ha mercatini di dischi? Sì: Porta Portese, a Trastevere, è il grande mercato delle pulci domenicale, con un'ampia presenza di vinile usato. A questo si aggiungono le fiere periodiche come Music Day Roma, Vinyl Village e il Pigneto Vinyl Fest.
Quanto costa un vinile a Roma? Un disco nuovo si aggira sui trenta euro. L'usato parte da pochi euro nei mercatini e sale in base alla rarità; gli originali da collezione, e in particolare le colonne sonore, raggiungono cifre importanti.
Un disco da cercare a Roma
Se da Berlino si torna con la techno e da Tokyo con il city pop, da Roma si torna con una colonna sonora — e ce n'è una che è insieme film, prog e leggenda cittadina.
Profondo Rosso è la colonna sonora del film di Dario Argento del 1975, ed è il capolavoro dei Goblin: la title-track — nata da un tema di Giorgio Gaslini poi trasfigurato dalla band di Simonetti, Morante, Pignatelli e Martino — divenne un tormentone improbabile per un tema horror strumentale, e lanciò la carriera del gruppo. Registrato all'Ortophonic di Roma e pubblicato dalla Cinevox, è il punto in cui il prog italiano e il cinema di genere si fondono in un unico oggetto sonoro. La ristampa moderna, fedele alla copertina originale, è ovunque e in stampa; ma il pezzo da caccia è la prima stampa Cinevox del 1975 (catalogo MDF 33/85), quella che i collezionisti cercano su CDandLP e nei banchi di Porta Portese, insieme al 7" originale (MDF 070) che fu il vero singolo-tormentone. È l'oro di Cinecittà su vinile.
E se vuoi continuare a scavare nell'anima romana del disco, tieni tre nomi in lista. Ennio Morricone, Il Buono, il Brutto, il Cattivo — la colonna sonora che ha reso Roma la capitale mondiale della musica da film. Francesco De Gregori, Rimmel (1975) — la canzone d'autore romana per eccellenza, da comprare, con un certo gusto per la simmetria, proprio alla Vinyl Room dei suoi figli. E Banco del Mutuo Soccorso, Darwin! (1972) — uno dei vertici del prog italiano, da cercare in prima stampa Ricordi. Quattro dischi, una sola città: quella che la musica l'ha sempre messa in scena.