Se esiste un libro che spiega cosa significa collezionare dischi senza scrivere una sola riga di teoria, è questo. Il fotografo Eilon Paz ha passato sei anni a viaggiare per il mondo — quaranta città, dodici paesi — entrando nelle stanze dei dischi di oltre centotrenta collezionisti e fotografandoli tra i loro scaffali. Il risultato è un coffee table book di oltre quattrocento pagine che è insieme un documento antropologico e un oggetto bellissimo, con prefazione di RZA dei Wu-Tang Clan e interviste a figure come Questlove e Gilles Peterson.
Quello che rende Dust & Grooves speciale non sono i nomi celebri, ma il modo in cui Paz guarda le persone comuni: il collezionista ossessionato dalla psichedelia turca, quello dei dischi di Sesame Street, quello dei gruppi femminili francesi degli anni Sessanta. Ogni ritratto racconta una devozione, e insieme compongono il ritratto collettivo di una passione che attraversa classi, paesi, generi. È un libro che ogni collezionista riconosce come proprio — perché in una di quelle stanze, in fondo, ci siamo anche noi.
Per chi si avvicina al vinile, è la porta d'ingresso emotiva ideale: non spiega come collezionare, ma fa venire voglia di farlo. Per il collezionista navigato, è uno specchio. In entrambi i casi, è il libro più bello da tenere aperto sul tavolo accanto al giradischi.

