MOD STORY
CAPITOLO 4 DI 6

I dischi che nessuno sentì

1966–1967. La scena Mod al tramonto, i singoli rari sepolti nei box dei mercatini. I dischi che oggi valgono oro.

1966–1967 · THE ACTION · THE CREATION · FREAKBEAT

C'è una categoria di dischi che i collezionisti chiamano con un termine preciso: flops. Non flops nel senso commerciale generale — intendono qualcosa di più specifico: i dischi pubblicati da band che avrebbero dovuto avere successo, che suonavano meglio di quasi tutte le band che invece ce la fecero, che registrarono in studi professionali con produttori seri, e che nonostante tutto questo non vendettero quasi nulla. Dischi che uscirono nel 1966-67, nel momento preciso in cui la cultura Mod cominciava a sgretolarsi, e finirono nei cassoni dei saldi a pochi scellini.

Oggi quei dischi valgono centinaia, a volte migliaia di sterline. Il mercato ha riconosciuto quello che il pubblico del 1966 non aveva capito.

The Action: i Mod perfetti che nessuno comprò

I critici che si occupano di musica Mod degli anni Sessanta tendono ad avere un'opinione abbastanza netta su The Action: erano la band Mod più brava del periodo, meglio dei Who per la coerenza stilistica, meglio degli Small Faces per la sofisticazione armonica, con una voce — quella di Reggie King — che era pura soul nera travasata in un corpo bianco dell'East End londinese. E non vendettero quasi nulla.

The Action pubblicano una serie di singoli tra il 1965 e il 1967 su Parlophone — la stessa etichetta dei Beatles — senza riuscire a sfondare. La causa è in parte sfortuna, in parte la politica dell'etichetta che privilegia i suoi artisti di punta, in parte la strana posizione della band in un momento in cui la scena Mod si stava già disintegrando verso la psichedelia. I singoli vengono pubblicati, ricevono ottime recensioni dalla stampa specializzata, e spariscono dalle classifiche in due o tre settimane.

L'album Rolled Gold, pubblicato nel 1968 su Parlophone come raccolta dei singoli, è diventato uno dei dischi più ricercati del catalogo Mod britannico. Il pressing originale (PCS 7073) è raro — fu pubblicato quasi a ridosso dello scioglimento della band e con una distribuzione minima. Le copie in buone condizioni raggiungono cifre significative nelle aste vincolistiche. È il caso esemplare del disco che il mercato ha rivalutato completamente rispetto alla sua ricezione originale.

«The Action erano i Mod nella loro forma più pura. Nessun compromesso, nessuna psichedelia, nessuna concessione al mercato. Per questo non vendettero.»

— Eddie Piller, Acid Jazz Records

The Creation: la chitarra come pennello

The Creation sono forse il caso più estremo di band geniale ignorata dal mercato. Kenny Pickett, il cantante, dipingeva su tela durante i concerti — action painting dal vivo sul palco. Eddie Phillips, il chitarrista, suonava con un archetto da violino invece del plettro — una tecnica che anticipava di anni quello che Jimmy Page avrebbe fatto con i Led Zeppelin. Erano psichedelici prima che la psichedelia avesse un nome.

I loro singoli su Planet e poi su Polydor, tra il 1966 e il 1968, rimangono quasi tutti nelle classifiche per poco. Painter Man (1966) raggiunge la posizione 36 in UK e viene riscoperto dai Boney M negli anni Settanta. Ma è How Does It Feel to Feel del 1967 che i conoscitori considerano il loro capolavoro: quattro minuti di pura energia proto-punk, con la chitarra ad archetto di Phillips e una ritmica che anticipa il garage americano e il punk britannico di dieci anni.

L'album We Are Paintermen (Hit-ton, 1967) era originalmente pubblicato solo in Germania — la band aveva più successo sul continente che in patria. Il pressing originale tedesco su Hit-ton è considerato uno dei pezzi più importanti del collezionismo freakbeat. Le copie originali in EX/VG+ possono toccare cifre nell'ordine di diverse centinaia di sterline.

Il freakbeat: la nicchia nelle nicchie

Il termine freakbeat fu coniato dai collezionisti negli anni Novanta per descrivere un corpus di musica britannica degli anni 1965-68 che stava nel mezzo tra il Mod e la psichedelia. Band troppo dure per le classifiche pop, troppo melodiche per il free jazz, troppo britanniche per il blues americano, troppo arrabiate per la Summer of Love. Band come The Eyes, The Birds (con Ron Wood prima dei Faces), The Flies, The Attack, Wimple Winch.

The Eyes sono un esempio perfetto. Il loro singolo My Degeneration (Mercury, 1965) — una risposta diretta a My Generation dei Who — vendette pochissimo, fu quasi subito dimenticato, e poi fu riscoperto dai collezionisti negli anni Novanta attraverso le compilation di Bam Caruso. Oggi i pressing originali Mercury di The Eyes valgono cifre che il pubblico del 1965 non avrebbe mai immaginato.

The Action — Rolled Gold
1968 · Parlophone
Rolled Gold
The Action
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The Creation — We Are Paintermen
1967 · Hit-ton
We Are Paintermen
The Creation
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The Eyes — The Eyes of Today
1966 · Mercury
The Eyes of Today
The Eyes
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The Sorrows — Take a Heart
1965 · Piccadilly
Take a Heart
The Sorrows
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The Sorrows e il Mod provinciale

La storia del Mod tende a essere raccontata come storia londinese: Soho, Carnaby Street, il Marquee, il Ready Steady Go. Ma c'era anche un Mod provinciale — Coventry, Birmingham, Newcastle, Nottingham — che spesso produsse musica ugualmente interessante. I Sorrows vengono da Coventry. Il loro singolo Take a Heart (Piccadilly, 1965) è un pezzo di R&B bianco duro e diretto, registrato con una forza e un'urgenza che mancano a molte band londinesi più note. La band non cercava di essere Mod in modo consapevole: suonava semplicemente il suono che conosceva, quello dei dischi americani arrivati a Coventry attraverso i juke-box dei pub.

Perché questi dischi valgono così tanto

La domanda che ogni collezionista si pone almeno una volta: perché un disco che non vendette nulla nel 1966 vale oggi molte volte quello che costava allora? La risposta ha più livelli.

Rarità fisica. Un disco che vendette duemila copie nel 1966, di cui molte sono state buttate, rotte, usurate, ne ha oggi forse trecento in circolazione. La domanda da parte di collezionisti in tutto il mondo è molto superiore all'offerta.

Rivalutazione critica. Le compilation di Bam Caruso negli anni Ottanta, quelle di Ace Records negli anni Novanta, il lavoro di DJ come Eddie Piller e Gilles Peterson hanno costruito una narrativa critica che posiziona il freakbeat come anticipatore di movimenti successivi. The Creation non è più "una band che non ebbe successo" ma "una band che anticipò il punk di dieci anni".

Qualità sonora. Questi dischi sono stati registrati in studi professionali con produttori come Shel Talmy e Larry Page su nastri analogici. Il suono è denso, caldo, con una presenza fisica che le produzioni digitali non riuscirono mai a replicare. Chi ascolta su un buon impianto un pressing originale di The Action capisce immediatamente perché i collezionisti spendono quello che spendono.

Guida pratica per chi inizia. Comincia dalle compilation — le serie Bam Caruso e Ace Records Nuggets from the British Empire costano poche sterline. Verifica sempre il pressing prima di comprare originali. Usa Popsike per calibrare i prezzi reali invece dei price guide cartacei, che sono spesso datati di tre o quattro anni.

Dove trovare questi dischi

The Action
The Action — Rolled Gold
1968 · Parlophone
The Creation
The Creation — We Are Paintermen
1967 · Hit-ton
The Eyes
The Eyes — The Eyes of Today
1966 · Mercury
The Sorrows
The Sorrows — Take a Heart
1965 · Piccadilly

I dischi che nessuno sentì nel 1966-67 sono oggi tra gli oggetti più ricercati del collezionismo vinilico mondiale. Non è nostalgia — è il mercato che corregge il giudizio del suo tempo. The Action, The Creation, The Eyes suonarono troppo bene per il loro momento. Il prossimo capitolo racconta cosa successe dopo: Quadrophenia, l'opera rock con cui Pete Townshend cercò di dare una narrativa a tutta questa storia.

→ CAPITOLO 5: Quadrophenia, l'opera postuma (1973)
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Sergio S.
Critica e Direzione
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