La VM95E è la testina che quasi tutti incontrano come primo upgrade: quella che sostituisce la puntina di serie di un giradischi economico, o che rimpiazza una testina esausta su un apparecchio vintage. Costa poco più di cinquanta euro e la si liquida spesso con una frase vuota sul rapporto qualità-prezzo.
Il punto è un altro, ed è strutturale: non stai comprando una testina, stai comprando l'ingresso in una famiglia. Il corpo VM95 resta lì per anni; quello che cambia, quando vorrai, è soltanto lo stilo.
Il contesto
Audio-Technica ha costruito la serie VM95 per sostituire la AT95E, una delle testine più vendute della storia recente. Il progetto è a doppio magnete — la sigla VM — con un avvolgimento ridisegnato che porta l'uscita a 4,0 mV.
La scelta di fondo, però, è di sistema: Audio-Technica dichiara che tutti i modelli della serie VM95 condividono lo stesso corpo, e che quindi lo stilo può essere sostituito con uno qualsiasi dei sei ricambi AT-VMN95. È la stessa logica modulare della serie 2M di Ortofon, ma partendo da molto più in basso.
Design e costruzione
Il corpo è in polimero a bassa risonanza, con le filettature già integrate: si monta con due viti e nessun dado, il che rende l'installazione a prova di principiante. Il cantilever è un tubo di alluminio, lo stilo un ellittico bonded da 0,3×0,7 mil, cioè con il diamante incollato a uno stelo invece che nudo. Peso 6,1 grammi, attacco standard da mezzo pollice.
Un avvertimento che vale i soldi della testina: gli stili della vecchia AT95E non sono compatibili con il corpo VM95, e viceversa. Sono due famiglie diverse con nomi simili, ed è l'errore d'acquisto più comune su questo modello.
L'analisi sonora
Il carattere è incisivo e leggermente brillante, con un attacco netto che è il suo tratto migliore. Su Born Under Punches dei Talking Heads la trama di percussioni e chitarre resta leggibile invece di impastarsi: senti dove finisce una linea e ne comincia un'altra. Su The Queen Is Dead degli Smiths la chitarra di Johnny Marr ha smalto e il rullante ha morso, senza quella morbidezza che su questo disco toglie energia.
Il limite si sente dove ci si aspetta che si senta. Su Dreams dei Fleetwood Mac, in un pressing inciso caldo, le sibilanti della voce di Stevie Nicks si irrigidiscono un poco: è il comportamento tipico di uno stilo ellittico bonded sui passaggi più modulati, e chi la recensisce da anni lo segnala. Non è un difetto nascosto, è il confine della fascia di prezzo — ed è precisamente ciò che gli stili superiori della famiglia vanno a correggere.
Resa sul vinile
Qui sta il dato che le schede-prodotto generiche non danno. La cedevolezza dinamica dichiarata è 7 × 10⁻⁶ cm/dyne a 100 Hz, che tradotta alla frequenza che conta per il calcolo vale all'incirca 12 unità: è una testina poco cedevole, e va quindi su bracci di massa medio-alta. Chi la recensisce sul campo arriva alla stessa conclusione.
È il motivo per cui compare nella catena da 800 euro abbinata al braccio TP16 originale del Thorens TD 160, che di grammi ne pesa circa sedici e mezzo: la coppia porta la risonanza dentro la finestra utile. Sul TP16 leggero delle versioni successive, invece, la stessa testina finisce fuori. La regola che governa tutto questo è spiegata nell'hub sulle catene d'ascolto, e non la ripeto qui.
Confronto e valore
La famiglia si sale cambiando solo la punta, e i salti sono misurabili invece che raccontati. Dall'ellittico bonded della E si passa all'ellittico nudo della EN, che allarga la risposta e migliora la separazione; poi al microlineare della ML, che porta la risposta a 25 kHz e la separazione a 23 dB; e infine alla Shibata della SH. Lo stesso corpo, prestazioni di un'altra categoria.
Contro le rivali dirette: la Ortofon 2M Red è più neutra e universale e costa circa il doppio, la Nagaoka MP-110 è più calda e piena sui medi. La VM95E è la più incisiva delle tre e la più economica, e ha la scala di upgrade più lunga. Il confronto disteso con la Ortofon è nella comparazione fra le due.
Nella catena vinile
Vuole un normale stadio phono MM con carico da 47 kΩ e capacità fra 100 e 200 pF: qualsiasi ingresso phono integrato o pre-fono economico va bene, e l'uscita da 4,0 mV non mette in difficoltà nessuno stadio.
A monte, il vincolo vero è il braccio: massa media o alta. Sui bracci vintage giapponesi e sui Thorens di prima serie è a casa sua; su un braccio molto leggero, no. Imposta la forza di lettura a 2,0 grammi, che è il valore standard dichiarato, e lasciala lì.
- Sei stili intercambiabili sullo stesso corpo: sali fino al microlineare o allo Shibata senza cambiare testina
- Uscita 4,0 mV abbondante: va d'accordo con qualsiasi stadio phono MM
- Poco cedevole: uno dei pochi abbinamenti giusti per i bracci vintage di massa medio-alta
- Montaggio con due viti e filettature integrate, senza dadi
- Lo stilo ellittico bonded si irrigidisce sulle sibilanti dei pressing incisi caldi
- Carattere incisivo e un po' brillante: su un impianto già acceso può stancare
- Su bracci leggeri è la scelta sbagliata: la risonanza esce dalla finestra utile
- Gli stili della vecchia AT95E non sono compatibili: è l'errore d'acquisto più comune
Braccio: massa media o alta — è il vincolo che decide tutto. Phono: qualsiasi stadio MM con carico 47 kΩ e 100-200 pF di capacità. VTF: 2,0 g, il valore standard. Upgrade naturale: lo stilo AT-VMN95ML (microlineare) quando vuoi il salto vero, sullo stesso corpo. Attenzione: verifica di comprare uno stilo della serie VMN95, non della vecchia serie AT95.
Verdetto
Comprala se il tuo braccio ha massa media o alta e vuoi il modo più economico di fare un salto reale rispetto alla puntina di serie. Comprala soprattutto se pensi di tenere quel giradischi a lungo: fra un anno o due puoi montarci un microlineare senza ricomprare niente.
Lasciala perdere se hai un braccio leggero, o se cerchi dolcezza sulle voci: lì servono altre scelte. È una testina che dice le cose chiaramente, con l'accento un po' marcato — e che ha, dietro, una scala su cui salire.