La VM95E è la testina che quasi tutti incontrano come primo upgrade: quella che sostituisce la puntina di serie di un giradischi economico, o che rimpiazza una testina esausta su un apparecchio vintage. Costa poco più di cinquanta euro e la si liquida spesso con una frase vuota sul rapporto qualità-prezzo.
Il punto è un altro, ed è strutturale: non stai comprando una testina, stai comprando l'ingresso in una famiglia. Il corpo VM95 resta lì per anni; quello che cambia, quando vorrai, è soltanto lo stilo.
Il contesto
Audio-Technica ha costruito la serie VM95 per sostituire la AT95E, una delle testine più vendute della storia recente. Il progetto è a doppio magnete — la sigla VM — con un avvolgimento ridisegnato che porta l'uscita a 4,0 mV.
La scelta di fondo, però, è di sistema: Audio-Technica dichiara che tutti i modelli della serie VM95 condividono lo stesso corpo, e che quindi lo stilo può essere sostituito con uno qualsiasi dei sei ricambi AT-VMN95. È la stessa logica modulare della serie 2M di Ortofon, ma partendo da molto più in basso.
Design e costruzione
Il corpo è in polimero a bassa risonanza, con le filettature già integrate: si monta con due viti e nessun dado, il che rende l'installazione a prova di principiante. Il cantilever è un tubo di alluminio, lo stilo un ellittico bonded da 0,3×0,7 mil, cioè con il diamante incollato a uno stelo invece che nudo. Peso 6,1 grammi, attacco standard da mezzo pollice.
Un avvertimento che vale i soldi della testina: gli stili della vecchia AT95E non sono compatibili con il corpo VM95, e viceversa. Sono due famiglie diverse con nomi simili, ed è l'errore d'acquisto più comune su questo modello.
Cosa dicono le recensioni
Il carattere sonoro, su questa scheda, non viene da un nostro ascolto: lo riportiamo dalle recensioni pubblicate, con il nome di chi le ha firmate.
StereoNET (David Price, maggio 2020) la descrive vivace, con medi aperti e puliti, bassi asciutti, acuti dettagliati e una scena ampia; rispetto alla vecchia AT95E la trova meno opaca e più ricca di sfumature. I limiti: in alto è un filo luminosa, e la cassa e il basso hanno poco peso.
hifi.de (Bernhard Rietschel, dicembre 2022, sito tedesco) la trova neutra, con acuti morbidi e fini, meno granulosi di quelli della AT95E, e una spazialità generosa. Fa notare che l'equilibrio dipende dalla capacità di carico del phono: è bilanciata intorno ai 150 pF, più scura con meno capacità e più brillante con di più. I limiti: l'allineamento è più difficile, e chi arriva dalla AT95E potrebbe rimpiangerne lo slancio.
Sull'equilibrio in alto le due recensioni non concordano: un filo brillante per StereoNET, morbida per hifi.de.
Resa sul vinile
Qui sta il dato che le schede-prodotto generiche non danno. La cedevolezza dinamica dichiarata è 7 × 10⁻⁶ cm/dyne a 100 Hz, che tradotta alla frequenza che conta per il calcolo vale all'incirca 12 unità: è una testina poco cedevole, e va quindi su bracci di massa medio-alta.
È il motivo per cui compare nella catena da 800 euro abbinata al braccio TP16 originale del Thorens TD 160, che di grammi ne pesa circa sedici e mezzo: la coppia porta la risonanza dentro la finestra utile. Sul TP16 leggero delle versioni successive, invece, la stessa testina finisce fuori. La regola che governa tutto questo è spiegata nell'hub sulle catene d'ascolto, e non la ripeto qui.
Confronto e valore
La famiglia si sale cambiando solo la punta, e i salti sono misurabili invece che raccontati. Dall'ellittico bonded della E si passa all'ellittico nudo della EN, che allarga la risposta e migliora la separazione; poi al microlineare della ML, che porta la risposta a 25 kHz e la separazione a 23 dB; e infine alla Shibata della SH. Lo stesso corpo, prestazioni di un'altra categoria.
Contro le rivali dirette: la Ortofon 2M Red è più universale e costa circa il doppio; l'altra è la Nagaoka MP-110. La VM95E è la più economica delle tre e ha la scala di upgrade più lunga. Un confronto d'ascolto diretto fra queste testine, nelle recensioni pubblicate, non l'abbiamo trovato: hifi.de osserva solo, sul piano tecnico, che le VM tollerano meglio delle 2M, che hanno un'uscita più alta, una capacità di carico un po' elevata. Il confronto disteso con la Ortofon è nella comparazione fra le due.
Nella catena vinile
Vuole un normale stadio phono MM con carico da 47 kΩ e capacità fra 100 e 200 pF: qualsiasi ingresso phono integrato o pre-fono economico va bene, e l'uscita da 4,0 mV non mette in difficoltà nessuno stadio.
A monte, il vincolo vero è il braccio: massa media o alta. Sui bracci vintage giapponesi e sui Thorens di prima serie è a casa sua; su un braccio molto leggero, no. Imposta la forza di lettura a 2,0 grammi, che è il valore standard dichiarato, e lasciala lì.
- Sei stili intercambiabili sullo stesso corpo: sali fino al microlineare o allo Shibata senza cambiare testina
- Uscita 4,0 mV abbondante: va d'accordo con qualsiasi stadio phono MM
- Poco cedevole: uno dei pochi abbinamenti giusti per i bracci vintage di massa medio-alta
- Montaggio con due viti e filettature integrate, senza dadi
- Un filo brillante in alto e con poco peso nel basso secondo StereoNET (hifi.de trova invece gli acuti morbidi)
- Su bracci leggeri è la scelta sbagliata: la risonanza esce dalla finestra utile
- Gli stili della vecchia AT95E non sono compatibili: è l'errore d'acquisto più comune
Braccio: massa media o alta — è il vincolo che decide tutto. Phono: qualsiasi stadio MM con carico 47 kΩ e 100-200 pF di capacità. VTF: 2,0 g, il valore standard. Upgrade naturale: lo stilo AT-VMN95ML (microlineare) quando vuoi il salto vero, sullo stesso corpo. Attenzione: verifica di comprare uno stilo della serie VMN95, non della vecchia serie AT95.
Verdetto
Comprala se il tuo braccio ha massa media o alta e vuoi il modo più economico di fare un salto reale rispetto alla puntina di serie. Comprala soprattutto se pensi di tenere quel giradischi a lungo: fra un anno o due puoi montarci un microlineare senza ricomprare niente.
Lasciala perdere se hai un braccio leggero: lì servono altre scelte. È una testina che ha, dietro, una scala su cui salire.