Virgin Records · 1974
Scritto a Venezia prima della caduta, registrato da una sedia a rotelle: la lettera d'amore che il mondo ha scambiato per un'elegia.
Robert Wyatt scrisse quasi tutto Rock Bottom a Venezia, all'inizio del 1973, mentre la sua compagna Alfreda Benge montava A Venezia… un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg. Erano canzoni d'amore e di mare. Poi, la notte del 1° giugno, durante una festa a Maida Vale, Wyatt cadde dal quarto piano e rimase paralizzato dalla vita in giù. Registrò quelle stesse canzoni qualche mese dopo, da una sedia a rotelle, e da allora il mondo le ascolta come la cronaca di quella caduta. Lui ha sempre negato che lo fossero. La verità è più strana di entrambe le versioni: sono pezzi scritti prima, che la caduta ha riscritto per sempre.
Ex batterista dei Soft Machine, Wyatt non poteva più suonare la batteria — e si reinventò cantante e tastierista. Lo produsse Nick Mason dei Pink Floyd, e il disco nacque in parte al Manor e in parte dentro un furgone-studio parcheggiato in un campo nella fattoria di Delfina Entrecanales, in Wiltshire: i cavi passati dalle finestre, l'isolamento inesistente, qualche asino e qualche trattore rimasti per sempre sul nastro. Attorno a lui, la confraternita di Canterbury e dintorni: Hugh Hopper al basso, Mike Oldfield alla chitarra, Fred Frith, il sassofonista Gary Windo, il trombettista Mongezi Feza e, alla voce, il poeta Ivor Cutler.
Sea Song apre il disco e da sola vale il prezzo del biglietto: synth in drone, un battito semplice, e quella voce inglese strozzata e bellissima che canta «la tua follia si incastra perfettamente con la mia». A Last Straw si chiude con quello che resta il più commovente assolo di pianoforte anti-virtuoso del prog. Ma il cuore segreto è la sequenza Alifib/Alife, due canzoni d'amore per Alfie così intime che ascoltarle è come origliare i vicini di casa: tenerezza in una lingua inventata, poi l'urlo nervoso del sax di Windo a spezzare l'incanto. Pochi dischi rock hanno messo l'amore così a nudo senza diventare ridicoli.
A chiudere c'è Little Red Robin Hood Hit the Road, con la chitarra di Mike Oldfield e soprattutto Ivor Cutler che recita il suo poema con quel baritono piatto da maestro elementare ubriaco — un finale così riuscito che alla Virgin gli offrirono un contratto su due piedi. È l'altra metà del miracolo Wyatt: dentro un disco doloroso e radicale, l'umorismo non se ne va mai. Il giorno in cui Rock Bottom uscì, il 26 luglio 1974, Wyatt e Alfie si sposarono.
Sul vinile, l'originale è la Virgin V2017 del 1974, etichetta "twins" delle prime stampe; la primissima porta l'adesivo «not including the hit single I'm a Believer». È un disco collezionabile ma non introvabile: copie pulite viaggiano grosso modo sui €50–120. Ma qui la notizia vera è un'altra, ed è buona: la ristampa Domino del 2008 è giudicata quasi all'unanimità eccellente — piatta, silenziosissima, dinamica, «alla pari con un originale» secondo molti — e costa una frazione, intorno ai €20–30. È uno di quei rari casi in cui la ristampa economica è davvero di riferimento. Per chi ama i dettagli, la vecchia edizione Hannibal/Rykodisc del 1998 contiene le note di Wyatt stesso, The Odd History of a Piece of Music.
Rock Bottom è il disco di un uomo che perse l'uso delle gambe e trovò una voce: una lettera d'amore che il mondo ha scambiato per un'elegia. Ascoltalo sapendo che fu scritto prima della caduta. Suona diverso — e suona ancora più grande.
Uno dei dischi più singolari del rock britannico: canzoni d'amore e di mare scritte prima della caduta che paralizzò Wyatt, prodotte da Nick Mason. L'originale Virgin V2017 è collezionabile, ma la ristampa Domino 2008 suona alla pari e costa un terzo — il modo migliore per averlo.
Rock Bottom su Vinile — Quale Pressing?
V2017, etichetta "twins" delle prime stampe. La primissima tiratura porta l'adesivo "not including the hit single I'm a Believer". Collezionabile ma reperibile: VG+ ~€50–120
giudicata quasi all'unanimità eccellente — piatta, silenziosissima, dinamica, "alla pari con un originale". ~€20–30. Il miglior rapporto qualità-prezzo, di fatto il pressing consigliato
CD con le note di Wyatt "The Odd History of a Piece of Music" — per chi vuole il contesto
titoli speculari da non confondere — "Little Red Riding Hood Hit the Road" (lato A) e "Little Red Robin Hood Hit the Road" (lato B)
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Rock Bottom parla dell'incidente di Robert Wyatt?
Non come si crede di solito. Wyatt scrisse quasi tutte le canzoni a Venezia all'inizio del 1973, prima della caduta del 1° giugno che lo lasciò paraplegico; le registrò qualche mese dopo, da una sedia a rotelle. Ha sempre negato che il disco fosse 'sull'incidente', e i testi gli danno ragione — parlano d'amore e di mare. Ma è difficile non sentire la frattura: sono parole scritte prima, che la caduta ha riscritto per sempre.
Qual è il pressing migliore di Rock Bottom?
Per il suono e per il portafoglio, la ristampa Domino del 2008: è giudicata quasi all'unanimità eccellente — piatta, silenziosissima, dinamica — e molti la dicono alla pari con l'originale, a una frazione del prezzo (circa €20–30). L'originale Virgin V2017 del 1974 (etichetta 'twins', prima tiratura con l'adesivo 'I'm a Believer') resta il pezzo da collezione, sui €50–120 per una copia pulita.
Chi ha prodotto Rock Bottom e chi ci suona?
Lo ha prodotto Nick Mason dei Pink Floyd. Oltre a Wyatt (voce, tastiere, percussioni) suonano Hugh Hopper al basso, Mike Oldfield alla chitarra, Fred Frith, il sassofonista Gary Windo, il trombettista Mongezi Feza, e il poeta Ivor Cutler, la cui recitazione nel brano finale gli valse un contratto con la Virgin. Parte del disco fu registrata in un furgone-studio in un campo della fattoria di Delfina Entrecanales: asini e trattori inclusi nel nastro.