The Complete Blue Note Recordings of the Tina Brooks Quintets
Mosaic MR4-106, copia numerata 5589
La mia copia numerata del cofanetto Mosaic di Tina Brooks: le quattro sedute, com'è fatto, il mastering EMI, come suona e quanto vale.
Mosaic MR4-106 · copia numerata 5589
Dentro il libretto, scritto a mano in inchiostro verde, c'è un numero: «This is number 5589 of an edition limited to 7500 albums». È la mia copia. Quattro LP in una scatola nera, e quel numero verde a dirmi che di questa tiratura ne esistono settemilacinquecento e che io ho la cinquemilacinquecentottantanovesima. Ma il numero conta meno del nome sopra: Tina Brooks, uno dei più grandi sassofonisti tenori che il jazz abbia quasi dimenticato.
Chi era Tina Brooks
Quasi dimenticato non è un modo di dire. Brooks incise per la Blue Note quattro album da leader, e uno solo — True Blue, del 1960 — uscì mentre era vivo. Era, per tutti quelli che lo conobbero, un uomo dolce e schivo; era anche schiavo dell'eroina, inaffidabile al punto che l'etichetta, che pure lo adorava come sideman, non gli costruì mai attorno la carriera che il suo talento meritava. Registrò la sua ultima seduta all'inizio del 1961. Morì nel 1974, a quarantadue anni, con la parte migliore del suo lavoro ancora chiusa in un caveau. Il critico Jack Chambers intitolò il suo celebre saggio «Who Killed Tina Brooks?», e la domanda non è retorica.
Minor Move, la sua prima seduta da leader, riemerse solo in Giappone, nel 1980. Back to the Tracks e The Waiting Game rimasero inediti fino a questo cofanetto Mosaic del 1985, che li rese disponibili per la prima volta al mondo. Ecco cos'è davvero questa scatola: non una ristampa di lusso di dischi noti, ma il recupero quasi integrale di un'opera che per decenni non era esistita. Tenerla in mano è tenere una riparazione.
Le quattro sedute
Il cofanetto raccoglie i quattro quintetti di Brooks, tutti registrati da Rudy Van Gelder e prodotti in origine da Alfred Lion. E i nomi attorno a lui fanno male, se pensi a quanto poco fu ascoltato:
- 16 marzo 1958 (lati I–II): Lee Morgan alla tromba, Sonny Clark al piano, Doug Watkins al contrabbasso, Art Blakey alla batteria.
- 25 giugno 1960 (III–IV): Freddie Hubbard, Duke Jordan, Sam Jones, Art Taylor.
- 20 ottobre 1960, con un brano del 1° settembre 1960 che vede Jackie McLean al contralto (V–VI): Blue Mitchell, Kenny Drew, Paul Chambers, Art Taylor.
- 2 marzo 1961 (VII–VIII): Johnny Coles, Kenny Drew, Wilbur Ware, Philly Joe Jones.
Il fior fiore della Blue Note messo al servizio di un leader che quasi nessuno sentì suonare. È questa la vertigine del disco, prima ancora di appoggiare la puntina.
Il cofanetto, com'è fatto
Quattro LP, otto lati numerati in cifre romane da I a VIII, catalogo MR4-106 sulle etichette. Il retro della scatola è completamente nero, senza una parola: tutte le informazioni stanno nel libretto di sedici pagine, con la produzione e le note di Michael Cuscuna, altre note di Robert Palmer, la direzione grafica di Richard Mandel e Charlie Lourie come produttore esecutivo. È il numero verde, sul risvolto interno, a personalizzare la copia.
Un dettaglio della mia, che segnalo senza spiegarlo: l'etichetta del lato I riporta l'indirizzo Mosaic Records, Inc. · 35 Melrose Place · Stamford, Connecticut 06902, mentre quelle dei lati III e V riportano 197 Strawberry Hill Avenue · Stamford, Connecticut 06902. Due indirizzi diversi sullo stesso cofanetto. Discogs non ne parla, e io non ho una spiegazione da darti: lo scrivo perché è così, non perché sappia perché.
Mastering e stampa
Il mastering è di EMI America: nel solco cieco è impresso «MASTERED BY EMI/A», con il triangolo di Hauppauge, dove il cofanetto fu stampato dalla Hauppauge Record Manufacturing. Nelle matrici incise a mano compaiono le iniziali «McM», che Discogs attribuisce a Ron McMaster, l'ingegnere del rimastering. Non riporto i numeri esatti delle matrici — nella lista di Discogs due lati sembrano portare lo stesso codice, probabile refuso — ma la sigla MR4-106, le iniziali McM e il timbro EMI/A bastano a inquadrare la stampa. Alla base, comunque, ci sono i nastri di Van Gelder: è da lì che parte tutto.
Come suona sul mio impianto
Quello che mi resta è un giudizio d'insieme, su quattro dischi, e lo lascio così com'è: molto bello, bella incisione, fluido e caldo come suono. Non lo spezzo brano per brano, perché non è così che l'ho vissuto — è la sensazione di un corpo unico di musica, ascoltato di seguito. E non ho una seconda copia per confrontare: una copia sola non fa una prova, e non fingo un verdetto forense che non posso dare.
Dove si colloca, e quanto vale
Sul vinile non c'è altro: questo cofanetto Mosaic del 1985 — edizione statunitense per corrispondenza, limitata a settemilacinquecento copie numerate a mano — è l'unica edizione in vinile di questo materiale riunito. Su Discogs, letto a fine settembre 2026, le vendite registrate vanno da 43,99 a 199,00 euro, con una mediana di 93,22; l'ultima è dell'11 settembre 2026. L'intervallo comprende tutte le condizioni: prendetelo come ordine di grandezza, non come quotazione.
Come è arrivato da me
Viene dallo stesso mucchio del Dizzy Gillespie del pezzo scorso: il 2002, un collezionista che liquidava tutta la propria raccolta, e io che caricavo la macchina. Questo cofanetto l'ho pagato una trentina di euro — una cifra che oggi fa quasi impressione, per quattro LP Mosaic numerati. È un filo che legherà diversi pezzi di questa serie: parecchi dei dischi di cui scriverò vengono da quel pomeriggio. La copia è mint, cofanetto e libretto compresi — più di vent'anni dopo, ancora come uscita di fabbrica.
La scheda
The Complete Blue Note Recordings of the Tina Brooks Quintets
Mosaic Records, US, 1985, 4 LP, limitata e numerata a mano (7500 copie)
MR4-106 (etichette) · 8 lati numerati I–VIII
n. 5589 (inchiostro verde, risvolto interno del libretto di 16 pagine)
Rudy Van Gelder · produzione originale Alfred Lion · cofanetto e note Michael Cuscuna (con Robert Palmer)
EMI America, Ron McMaster (timbro «MASTERED BY EMI/A») · stampa Hauppauge Record Manufacturing
release r3680477
43,99 € (basso) · 93,22 € (mediana) · 199,00 € (alto) — pagato circa 30 € nel 2002