Led Zeppelin — Physical Graffiti (1975, Swan Song Records) vinyl record cover

Swan Song Records · 1975

ROCK LP · 12" 1975 Swan Song Records
Recensione

Physical GraffitiLed Zeppelin

Etichetta Swan Song Records
Anno 1975
Genere ROCK
Formato LP · 12"
8.9
su 10 Giudizio della redazione
Qualità musicale 9.2
Importanza storica 9.2
Registrazione 8.8
Pressing & vinile 8.5
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Quando una band smette di fare dischi e inizia a costruire cattedrali. Settantasei minuti in cui i Led Zeppelin non si pongono alcun limite — e si sente.

Il 1975 è un anno di fratture. Il rock progressivo sta implodendo sotto il peso della propria ambizione, il punk rumoreggia sotterraneo, e i Led Zeppelin pubblicano un doppio album di settantasei minuti che non risponde a nessuna moda del momento. Per capire il salto, bisogna ricordare da dove arrivano: Houses of the Holy (1973, Atlantic K50014) aveva già dimostrato che la band non si accontentava di replicare la formula di Led Zeppelin IV — funk, reggae, psichedelia convivevano in uno stesso disco con una disinvoltura che i contemporanei faticavano a imitare. Physical Graffiti va oltre: non tenta di essere coerente perché la coerenza sarebbe una limitazione. Dove i contemporanei — Wish You Were Here dei Pink Floyd, Born to Run di Springsteen — scelgono la concentrazione, i Zeppelin scelgono l'espansione. Il risultato è il disco più ambizioso della loro carriera e, probabilmente, il più onesto.

Il cuore del disco pulsa in tre tracce che da sole giustificherebbero l'acquisto. Kashmir è la dimostrazione più evidente che Jimmy Page aveva capito qualcosa sulla tensione ritmica che i suoi contemporanei ignoravano: il riff orchestrale in 3/4 sovrapposto alla sezione ritmica in 4/4 genera una poliritmia ipnotica, mentre John Paul Jones trasforma gli archi in qualcosa di mediorientale senza scadere nell'esotismo da cartolina. Trampled Under Foot è funk distorto e sudato, con un organo Hammond grasso come asfalto e una chitarra wah-wah che respira come un animale. In My Time of Dying è il blues nella sua forma più viscerale: dodici minuti in cui Robert Plant urla e sussurra con la stessa urgenza, mentre Bonham costruisce uno dei groove più fisici della storia del rock. Il resto non è da meno — Ten Years Gone ha una densità di chitarre sovrapposte che prefigura certe costruzioni degli anni Ottanta, e la delicata Bron-Yr-Aur dimostra che la grandiosità non esclude la fragilità.

Il pressing originale Swan Song USA del 1975 è tecnicamente problematico: masterizzazione compressa, bassi di Bonham che perdono definizione nei picchi, rumore di fondo causato dalle inner sleeve abrasive. La prima pressa UK (SSK89400, senza logo Warner) è considerata dalla comunità audiofila superiore per equilibrio timbrico e profondità del basso. Il riferimento assoluto per chi cerca il meglio senza spendere cifre da collezionista rimane la ristampa Classic Records 200g del 2005 — fuori catalogo ma reperibile su Discogs: i tamburi di Bonham tornano ad avere la massa e l'aria che meritano. La ristampa 2015 curata da Jimmy Page è la scelta più accessibile: allarga il soundstage e migliora i dettagli nei medi, ma una certa rigidità nelle alte frequenze la penalizza rispetto alle versioni analogiche migliori.

Physical Graffiti non è il disco più perfetto dei Led Zeppelin — Led Zeppelin IV è più compatto, Houses of the Holy più elegante. Ma è il disco più vero: una band al culmine dei propri poteri che non si autocensura, che mette tutto dentro senza paura di essere contraddittoria. Settantasei minuti che non si esauriscono mai.

Tracklist
A1 Custard Pie
A2 The Rover
A3 In My Time of Dying Top
B1 Houses of the Holy
B2 Trampled Under Foot Top
B3 Kashmir Top
C1 In the Light Top
C2 Bron-Yr-Aur
C3 Down by the Seaside
C4 Ten Years Gone Top
D1 Night Flight
D2 The Wanton Song
D3 Boogie with Stu
D4 Black Country Woman
D5 Sick Again
Il verdetto

Non il più perfetto, ma il più necessario. Un doppio LP che non conosce la parola compromesso. Trovate una copia della Classic Records 200g su Discogs e capirete perché Bonham è ancora imbattibile.

8.9 su 10 · Groov-illa
Guida ai Pressing

Physical Graffiti su Vinile — Quale Pressing?

ORIGINALE USA (1975)

Swan Song SS 2-200. Masterizzazione compressa, bassi di Bonham che cedono nei picchi. Punto di partenza, non di arrivo

PRIMA PRESSA UK

SSK89400, senza logo Warner. Superiore per equilibrio timbrico e profondità del basso

RISTAMPA CONSIGLIATA

Classic Records 200g (2005). Il riferimento assoluto — fuori catalogo, cerca su Discogs

RISTAMPA ACCESSIBILE

Jimmy Page Remaster 2015. Soundstage allargato, buoni medi, leggermente rigida negli alti

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Domande frequenti

Qual è il pressing migliore di Physical Graffiti?

La ristampa Classic Records 200g del 2005 è il riferimento assoluto per la resa dei tamburi di Bonham — fuori catalogo ma reperibile su Discogs. Per chi parte con un budget limitato, la ristampa 2015 curata da Jimmy Page è la scelta più accessibile e onesta.

Qual è la differenza tra il pressing UK e quello USA?

La prima pressa UK (SSK89400, senza logo Warner sull'etichetta) è superiore per equilibrio timbrico e definizione del basso di Bonham. Il pressing originale Swan Song USA ha masterizzazione più compressa e maggiore rumore di fondo causato dalle inner sleeve abrasive.

Qual è il brano più rappresentativo di Physical Graffiti?

Kashmir è il punto d'ingresso essenziale: la poliritmia 3/4 su 4/4 e l'arrangiamento orchestrale di Jones da soli giustificano il prezzo del disco. In My Time of Dying è però il brano che rivela più compiutamente la dimensione fisica e viscerale della band.

Sergio S.
Scritto da
Sergio S.
Critica e Direzione
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