Quadrophenia, l'opera postuma
I Who raccontano il Mod del 1965 da una distanza già nostalgica. L'opera rock che trasforma una sottocultura in mito.
Nel 1973 il Mod era già finito da anni. La sottocultura che aveva infiammato Londra tra il 1962 e il 1966 si era dissolta nella psichedelia, nel progressive rock, nelle mode che l'avevano seguita. I ragazzi che a diciotto anni ballavano al Marquee ne avevano ormai ventotto, lavoravano, avevano figli. Eppure è proprio nel 1973 che esce il documento più importante mai dedicato al Mod: Quadrophenia dei Who. Non un disco del periodo Mod, ma un disco sul periodo Mod, scritto da chi quel periodo l'aveva vissuto e ora lo guardava da lontano, con la lucidità malinconica di chi sa che una cosa irripetibile è passata.
Pete Townshend guarda indietro
Nel 1973 Pete Townshend ha ventotto anni e i Who sono una delle band più grandi del mondo. Tommy (1969) li ha trasformati da gruppo Mod in fenomeno globale, l'opera rock per eccellenza, portata persino a teatro e poi al cinema. Who's Next (1971) ha dato loro alcuni dei loro brani più celebri. Townshend potrebbe continuare su quella strada, fare album di rock maestoso e sinfonico. Invece torna indietro. Torna al 1965, all'anno in cui i Who erano una band Mod che suonava al Marquee per ragazzi vestiti benissimo e pieni di anfetamine.
Quadrophenia è un doppio album pubblicato nell'ottobre 1973 su Track Records, l'etichetta dei Who. Racconta una storia precisa: Jimmy, un giovane Mod londinese del 1965, lavora in un ufficio postale, vive con i genitori che non lo capiscono, prende pillole, guida una Lambretta, compra dischi soul, si veste in modo impeccabile. La sua vita è una serie di delusioni — il lavoro è alienante, la ragazza lo lascia, gli amici si rivelano falsi, l'eroe Mod che ammirava si scopre essere un fattorino d'albergo. Jimmy va a Brighton, dove aveva vissuto il momento più alto della sua vita — gli scontri tra Mod e Rocker del 1964 — e scopre che non si può tornare indietro.
Il titolo è un gioco di parole: quadrophenia, una "schizofrenia in quattro parti". Jimmy ha quattro personalità, e ognuna delle quattro corrisponde a uno dei quattro membri dei Who — un tema musicale per ciascuno, intrecciati lungo tutto il disco. È un'idea compositiva ambiziosa, quasi wagneriana: i leitmotiv che rappresentano le parti dell'anima di un ragazzo Mod del 1965.
«Quadrophenia parlava di un ragazzo la cui vita non aveva senso, e che cercava in una sottocultura il senso che la vita non gli dava. È la storia di tutti noi.»
— Pete Townshend
Brighton, 1964: il mito fondativo
Al cuore di Quadrophenia c'è un evento reale: gli scontri tra Mod e Rocker sulle spiagge di Brighton durante il weekend festivo del maggio 1964. Per due giorni, centinaia di giovani Mod su scooter e Rocker su motociclette si affrontarono sulla costa sud dell'Inghilterra, in scontri che la stampa britannica gonfiò fino a creare un panico morale nazionale. I giornali parlarono di "invasione", di "teppisti", di "minaccia alla civiltà". In realtà gli scontri furono più spettacolo che violenza reale — pochi feriti seri, molti arresti per disturbo della quiete pubblica — ma l'immagine dei Mod come tribù urbana in guerra rituale entrò nell'immaginario collettivo britannico e non ne uscì più.
Townshend prende quell'evento e lo trasforma nel momento mitico della vita di Jimmy. A Brighton, durante gli scontri, Jimmy si era sentito parte di qualcosa, vivo, importante. Tornarci nel finale del disco — e trovare la spiaggia vuota, l'eroe caduto, il mito sgonfiato — è il cuore emotivo di Quadrophenia. Il disco non celebra il Mod: ne fa l'elegia. Racconta cosa succede a una sottocultura quando finisce, e cosa succede ai ragazzi che ci avevano creduto.
La dimensione sonora
Musicalmente, Quadrophenia è il disco più ambizioso dei Who. Townshend usa sintetizzatori, registrazioni di onde del mare e di pioggia, sezioni di fiati, sovraincisioni complesse. È rock sinfonico, lontanissimo dalla furia spartana di My Generation del 1965. Eppure il soggetto è proprio quella furia, quella spartana semplicità Mod. C'è una tensione produttiva fortissima nel disco: la forma è quella del rock maestoso degli anni Settanta, il contenuto è la nostalgia per il Mod minimalista degli anni Sessanta.
Brani come The Real Me, 5:15, Love, Reign o'er Me, I've Had Enough sono tra le composizioni più complesse e potenti di Townshend. Love, Reign o'er Me, in particolare, con la sua esplosione vocale di Roger Daltrey, è uno dei momenti più alti di tutto il rock degli anni Settanta. È il momento in cui Jimmy, sulla scogliera di Brighton, sotto la pioggia, tocca il fondo e forse — il disco lascia il finale ambiguo — trova una forma di redenzione.



Il film del 1979 e il secondo Mod
Nel 1979, Quadrophenia diventa un film, diretto da Franc Roddam, con Phil Daniels nel ruolo di Jimmy e un giovane Sting nel ruolo dell'Ace Face, l'eroe Mod che si rivela fattorino. Il film esce in un momento perfetto: la Gran Bretagna sta vivendo un revival Mod, e Quadrophenia diventa il suo manifesto visivo. Un'intera nuova generazione di ragazzi britannici scopre il Mod attraverso il film del 1979 — non avendo vissuto gli anni Sessanta, lo reinventano sulla base di quello che vedono sullo schermo.
Questo è un punto importante per capire la storia del Mod come fenomeno ricorrente: la maggior parte dei "Mod" della storia non ha vissuto il Mod originale degli anni Sessanta. Lo ha scoperto dopo, attraverso documenti — dischi, film, fotografie, libri. Il Mod è una sottocultura che si trasmette per via mediata, attraverso oggetti culturali. Quadrophenia, disco del 1973 e film del 1979, è il principale di questi oggetti. È il documento che ha insegnato il Mod a chi non c'era.
La colonna sonora del film, pubblicata nel 1979 su Polydor, è un doppio album che combina brani dei Who con classici soul e R&B del periodo Mod originale — James Brown, the Ronettes, the Chiffons, Booker T & the MG's. Per molti ragazzi del 1979, quella colonna sonora fu la prima introduzione alla musica nera americana che aveva alimentato il Mod originale. Un disco del 1979 che insegnava la musica del 1964. La trasmissione culturale in azione.
La dimensione del pressing
Per il collezionista, Quadrophenia esiste in numerose edizioni. Il pressing originale UK del 1973 su Track Records (2657 013) è un doppio LP con copertina apribire e un libretto fotografico interno in bianco e nero che racconta la storia di Jimmy per immagini — un elemento che rende le copie complete con libretto intatto particolarmente ricercate.
Il libretto è il punto critico per il collezionista: molte copie sopravvissute hanno il libretto danneggiato, mancante o staccato. Una copia originale Track del 1973 completa di libretto in buone condizioni vale significativamente più di una copia senza libretto. Verificare sempre la presenza e le condizioni del libretto prima dell'acquisto.
Esistono anche pressing americani contemporanei (MCA), pressing successivi, e numerose ristampe moderne — incluse edizioni audiophile su vinile pesante negli anni 2010-2020. In generale il pressing UK originale completo è uno dei dischi Who più ricercati insieme a Tommy e Live at Leeds.
Quadrophenia è l'elegia del Mod, ma le elegie hanno un effetto curioso: invece di chiudere una storia, a volte la riaprono. Il film del 1979 non celebrò un Mod morto — ne accese uno nuovo. In tutta la Gran Bretagna, ragazzi nati troppo tardi per gli anni Sessanta cominciarono a comprare scooter, parka, dischi soul. Il Mod stava per tornare. E con lui sarebbe arrivata una nuova generazione di band — The Jam, Secret Affair, The Chords — che avrebbero riscritto la storia ancora una volta.