Riverside Records · 1959
Otto ballate, nessun canto, una tromba che sussurra invece di urlare — e Bill Evans al piano, a pochi mesi da Kind of Blue.
Ci sono dischi da mezzogiorno e dischi da mezzanotte, e Chet non ha mai imparato a esistere prima che faccia buio. È un disco di sole ballate, registrato da un uomo che con la tromba non urla mai: sussurra, esita, lascia cadere le note come se gli costassero qualcosa. Nel 1959 Chet Baker aveva ventinove anni, una bellezza da copertina e una vita che cominciava già a sgretolarsi ai bordi. Qui, per quaranta minuti, tiene tutto insieme.
La cosa curiosa è dove finì a inciderlo. Baker era il volto del cool jazz californiano, eppure Chet esce per la Riverside di Orrin Keepnews — etichetta della costa Est — registrato a New York ai Reeves Sound Studios fra il 30 dicembre 1958 e il 19 gennaio 1959. Keepnews gli mette attorno una band da sogno per fargli da cornice: Pepper Adams al baritono, Herbie Mann al flauto, Kenny Burrell alla chitarra, Paul Chambers al contrabbasso, Philly Joe Jones e Connie Kay a dividersi la batteria. E al pianoforte un ragazzo che le note di copertina presentano ancora con cautela, come una promessa: Bill Evans, a pochi mesi da Kind of Blue, già adorato dai musicisti e ancora ignoto al pubblico.
Sull'etichetta c'è scritto Ballads by Chet Baker, ed è esattamente quello che senti: nessun canto, solo la "tromba lirica" del sottotitolo. Alone Together apre il disco con Evans che costruisce sotto la tromba un cuscino armonico così morbido che Baker sembra poggiarcisi sopra. It Never Entered My Mind è il cuore segreto del disco: la ballata di Rodgers e Hart suonata con un'esitazione che fa male, ogni nota tenuta un attimo più del dovuto, come chi non vuole finire la frase. Poi You'd Be So Nice to Come Home To concede un filo di swing in più, e ti accorgi di quanto Baker dica con quanto poco — niente vibrato, niente acrobazie, solo un suono nudo e la rara capacità di stare dentro il silenzio invece di riempirlo.
Per il vinile, l'originale è la Riverside del 1959: RLP 12-299 in mono, RLP 1135 in stereo. La prima stampa mono si riconosce dal deep groove e dalle piccole etichette blu (92 mm) a caratteri argento, senza la dicitura "Inc" sotto "Bill Grauer Productions" — è il dettaglio che separa l'originale dalle ristampe Riverside successive. Copie VG+ in mono viaggiano grosso modo sui €200–450, e la registrazione calda e ravvicinata dei Reeves Sound Studios è già metà del fascino. Se non vuoi spendere da collezionista, la vecchia Original Jazz Classics (OJC-087) offre lo stesso programma a poche decine di euro. Ma il vero salto oggi è la Craft Recordings del 2021 (serie OJC, CR 00359): tutta analogica, lacche tagliate da Kevin Gray, stampa RTI. È silenziosa, ariosa, e mette la tromba di Baker nella stanza con te. Da evitare solo le economiche di provenienza incerta, spesso da fonte digitale e senza indicazione del taglio.
Baker avrebbe passato i trent'anni successivi a perdere i denti, la salute e quasi tutto il resto, fino alla caduta da quella finestra di Amsterdam nel 1988. Chet è il disco da tenere a portata di mano per ricordarsi com'era prima: un uomo capace di rendere bella la malinconia, una sera alla volta. Mettilo su a mezzanotte. È l'unica ora in cui dice davvero la verità.
Il vertice lirico di Chet Baker: otto ballate strumentali di malinconia trattenuta, con Bill Evans al piano. Per il suono cerca la Craft/OJC del 2021 (taglio Kevin Gray, tutta analogica); l'originale Riverside mono RLP 12-299 resta il pezzo da collezione.
Chet su Vinile — Quale Pressing?
RLP 12-299 mono (o RLP 1135 stereo). Prima stampa: deep groove, etichette blu piccole (92 mm) a caratteri argento, senza "Inc" sotto "Bill Grauer Productions". Reeves Sound Studios, suono caldo e ravvicinato. VG+ mono ~€200–450
CR 00359, tutta analogica, lacche di Kevin Gray, stampa RTI. Il riferimento moderno: silenziosa, ariosa, fedele. ~€30–40, in catalogo
la via vintage economica, stesso programma, master onesto. ~€15–25
le economiche di provenienza incerta, spesso da fonte digitale e senza indicazione del taglio
Groov-illa partecipa ai programmi di affiliazione Amazon EU, Amazon UK, Amazon US e CDandLP. Acquistando tramite i nostri link riceviamo una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te.
Qual è la prima stampa di Chet di Chet Baker?
L'originale Riverside del 1959: RLP 12-299 in mono e RLP 1135 in stereo. La prima stampa mono ha il deep groove e le piccole etichette blu (92 mm) a caratteri argento, senza la dicitura 'Inc' sotto 'Bill Grauer Productions'. È proprio quel 'no Inc' a distinguere la prima tiratura dalle ristampe Riverside successive. Copie pulite in mono si trovano grosso modo tra €200 e €450 a seconda delle condizioni.
Quale ristampa di Chet conviene comprare?
Per il suono, la Craft Recordings del 2021 (serie Original Jazz Classics, CR 00359) è la scelta migliore in catalogo: tutta analogica, con le lacche tagliate da Kevin Gray e stampa RTI, silenziosa e molto fedele alla registrazione originale. Se cerchi solo di ascoltare il disco spendendo poco, la vecchia OJC-087 degli anni '80 fa il suo lavoro a una manciata di euro. Meglio evitare le edizioni economiche senza indicazione del taglio, spesso da fonte digitale.
Chi suona il piano in Chet?
Bill Evans, registrato fra la fine del 1958 e l'inizio del 1959, a pochi mesi da Kind of Blue di Miles Davis. Le note di copertina di Orrin Keepnews lo presentano ancora come una promessa amata dai musicisti ma poco nota al pubblico. Attorno a lui c'è una band d'eccezione — Pepper Adams, Herbie Mann, Kenny Burrell, Paul Chambers, e Philly Joe Jones e Connie Kay alla batteria — messa insieme per fare da cornice alla tromba di Baker.