Trident · 1973
Il grail dell'isola prog: un solo disco frenetico inciso da ragazzini nel 1973, poi sparito. Come riconoscere l'originale Trident TRI 1004 (e i falsi).
Metti su La bottega del rigattiere e nei primi trenta secondi hai già l'impressione che qualcosa possa rompersi. Le tastiere si accavallano, la chitarra parte a razzo, la batteria ti scaraventa da una parte all'altra della stanza: è prog italiano portato al limite della sopportazione, denso, nevrotico, sovraccarico di idee — quindici album schiacciati dentro trentasette minuti. E la cosa quasi incredibile è che a suonarlo, nel 1973, erano dei ragazzini.
I Semiramis si erano formati a Roma nel 1970, quando avevano tutti quindici anni. In sala d'incisione, però, la formazione era già un'altra: il batterista delle origini, Memmo Pulvano, lasciò per motivi di lavoro poco prima delle sessioni, e al suo posto entrarono Paolo Faenza alla batteria e al vibrafono e Giampiero Artegiani alle chitarre e alle tastiere. Sul disco ci sono loro due, Marcello Reddavide al basso, Maurizio Zarrillo alle tastiere e suo fratello Michele — sì, quello che vent'anni dopo sarebbe diventato una star della canzone italiana — che a sedici anni scriveva già queste musiche e le cantava. Il titolo viene da Frazz, un pagliaccio inventato da Reddavide, ed è anche un acronimo: le iniziali dei cinque che incisero il disco, Faenza, Reddavide, Artegiani e i due Zarrillo. Registrarono Dedicato a Frazz ai Trident Studios tra il 17 e il 28 settembre 1973. Poi, come troppe band del prog italiano, fecero quell'unico disco e sparirono. Ed è lì che comincia la leggenda.
È un concept sui sogni e le inquietudini di Frazz, ma non ascoltatelo per la trama: ascoltatelo per l'energia. Luna Park è il pezzo che tutti citano, una giostra impazzita di organo e chitarra; Uno zoo di vetro rallenta e respira; la title-track Frazz raccoglie tutto in un finale febbrile. Non è musica levigata — a tratti è quasi troppo, gli assoli si affastellano, le voci gridano. Ma è esattamente quella foga adolescenziale, quella assenza di freni, a renderlo diverso da qualsiasi altro disco dell'isola: nessun musicista adulto avrebbe osato metterci dentro così tanto.
Sul vinile è uno dei grail più inseguiti del prog italiano — un primato spesso rivendicato, ma da prendere con le pinze: se lo giocano anche lo Zarathustra del Museo Rosenbach e l'Ys del Balletto di Bronzo. Detto questo, l'originale è davvero difficile da trovare. È la Trident TRI 1004 del 1973, copertina apribile opaca con l'artwork inquietante di Gordon Faggetter (quel volto sul fronte, l'interno alla Magritte). Il dettaglio che smaschera la prima stampa è sul dorso: bianco, senza nome né titolo, con il numero di catalogo stampato per errore come «DISCO: TRN 1004» — TRN era il prefisso dei 45 giri Trident. Su parte delle copie l'errore fu coperto da un adesivo con il corretto TRI 1004: un originale o ha quell'adesivo, o ne mostra le tracce (ma non tutti furono adesivati). Sull'etichetta del lato B: «Fabbricato e distribuito dalla Fonit-Cetra, Ediz. Usignolo, ℗ 1973».
E qui una differenza importante con gli altri grail dell'isola: Dedicato a Frazz fu contraffatto alla fine degli anni '80, quindi il rischio dei falsi è reale, non solo quello delle ristampe. Il dorso verde con la scritta rossa «SEMIRAMIS DEDICATO A FRAZZ», per esempio, è una ristampa, non l'originale. I collezionisti giapponesi lo inseguono da decenni, ed è anche per questo che i prezzi sono quelli che sono: ragioniamo per ordini di grandezza, perché si muovono, ma una prima Trident autentica e completa sta stabilmente nella fascia alta del collezionismo RPI, con le copie migliori ben oltre. Per il solo ascolto ci sono ristampe oneste — Vinyl Magic/BTF e AMS in vinile, oltre al CD del 1989 — che rendono giustizia alla musica senza svenarti. Prima di spendere, confronta ogni versione sulla pagina master di Discogs: non ci guadagniamo nulla a linkarla, ed è proprio per questo che la mettiamo — qui serve a difenderti dai falsi.
Se la PFM è la porta internazionale dell'isola — il prog italiano che si fa esportare — Semiramis è la sua stanza segreta: il disco che non è uscito quasi da nessuna parte, fatto da ragazzi che poi si sono persi, e proprio per questo diventato leggenda. Da qui l'isola prosegue verso il Darwin! del Banco e gli altri grail: chi vuole la mappa completa, con le discografie e le «rarografie» in fondo al volume, la trova in Rock progressivo italiano di Francesco Mirenzi. Ma pochi dischi raccontano così bene cosa succede quando cinque adolescenti hanno più idee di quante ne stiano in un solo album — e una sola occasione per inciderle tutte.
Il grail dell'isola: prog frenetico e sovraccarico inciso nel 1973 da una band di ragazzini che poi sparì. L'originale Trident TRI 1004 (dorso col refuso «TRN 1004», copertina Faggetter) è rarissimo e fu contraffatto negli anni '80 — verifica sempre. Per ascoltarlo bastano le ristampe Vinyl Magic/AMS.
Dedicato a Frazz su Vinile — Quale Pressing?
TRI 1004, copertina apribile opaca (artwork Gordon Faggetter). Tell decisivo sul dorso bianco: catalogo stampato per errore «DISCO: TRN 1004» (TRN = prefisso dei 45 giri), su alcune copie coperto da un adesivo col corretto TRI 1004 — un originale ha l'adesivo o ne mostra le tracce. Etichetta lato B: Fonit-Cetra, Ediz. Usignolo, ℗ 1973
a differenza di altri grail dell'isola, Dedicato a Frazz fu contraffatto a fine anni '80. Verifica sempre dorso, adesivo, etichette e artwork prima di comprare
le ristampe col dorso verde e scritta rossa «SEMIRAMIS DEDICATO A FRAZZ». Per ascoltare: Vinyl Magic/BTF e AMS in vinile (più il CD Vinyl Magic del 1989) rendono giustizia alla musica
ordini di grandezza, non cifre secche — un originale Trident autentico e completo sta nella fascia alta del collezionismo RPI, con le copie migliori ben oltre. La domanda giapponese fa da moltiplicatore
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Come riconosco l'originale Trident del 1973 di Dedicato a Frazz?
Il catalogo è TRI 1004 e la confezione è una copertina apribile opaca con l'artwork di Gordon Faggetter. Il segno decisivo è sul dorso bianco: il numero di catalogo è stampato per errore come «DISCO: TRN 1004» (TRN era il prefisso dei 45 giri Trident), e su parte delle copie fu coperto da un adesivo con il corretto TRI 1004. Un originale ha quell'adesivo o ne mostra le tracce, ma non tutti furono adesivati. L'etichetta del lato B riporta Fonit-Cetra, Ediz. Usignolo, ℗ 1973. Il dorso verde con la scritta rossa è invece una ristampa.
Perché è tra i dischi prog italiani più rari e costosi?
Perché fu inciso da una band di ragazzini su una piccola etichetta (Trident), in tiratura minima, e subito dopo il gruppo si sciolse: pochissime copie all'origine, culto enorme dopo. La domanda dei collezionisti giapponesi ne ha spinto ancora i prezzi. Il primato di «disco prog italiano più raro» è però conteso — se lo giocano anche Museo Rosenbach e Il Balletto di Bronzo. Ragioniamo per ordini di grandezza: un originale autentico sta nella fascia alta del collezionismo RPI, con le copie migliori ben oltre.
Esistono falsi di questo disco?
Sì, ed è un punto importante: Dedicato a Frazz fu contraffatto alla fine degli anni '80, quindi qui il rischio non è solo comprare una ristampa al posto dell'originale, ma proprio un falso. Verifica sempre il dorso (col refuso TRN 1004 o l'adesivo), le etichette Fonit-Cetra e l'artwork, e confronta la copia con la pagina master di Discogs prima di spendere.