Numero Uno · 1972
L'album con cui il prog italiano diventa esportabile: il suono di Impressioni di Settembre, e perché il collezionista cerca la prima stampa Numero Uno del '72.
Comincia con un organo tenuto e un flauto, e in poco più di un minuto Impressioni di Settembre ha già detto tutto ciò che il prog italiano sarebbe diventato: il flauto e il violino di Mauro Pagani che intrecciano tradizione popolare e musica colta, una sezione ritmica che spinge come una rock band inglese, e infine quella linea di sintetizzatore Moog che chiude il brano e resta addosso per giorni. Nel gennaio del 1972 la Premiata Forneria Marconi pubblicò il suo primo album, e una settimana dopo Storia di un Minuto era in vetta alla classifica italiana — la prima volta in assoluto che un disco ci riusciva, nel nostro Paese.
Il resto del disco tiene la promessa dell'apertura. L'Introduzione parte da un arpeggio di chitarra classica di Franco Mussida che potrebbe stare in un notturno, prima che la band entri e lo trasformi in rock. È festa è il brano che tutti riconoscono — un valzer contadino che diventa cavalcata, quello che di lì a poco avrebbe conquistato perfino le radio americane sotto un altro nome. Ma il cuore vero sta nei momenti più distesi: i cambi di tempo di La carrozza di Hans e la chiusura sospesa di Grazie davvero. Cinque musicisti che avevano ascoltato bene King Crimson, ELP e Genesis, e che invece di copiarli ci mettevano dentro una cosa che quei gruppi non avevano: il senso melodico italiano, la canzone che vive dentro la suite. Non è prog inglese cantato in italiano — è un'altra lingua, e nasce qui.
Su Impressioni di Settembre vale la pena fermarsi, perché attorno a quel finale si è costruito un piccolo mito. Il sintetizzatore è un Moog, e il disco viene spesso citato tra i primi a usarlo con tanto risalto nel rock italiano. È un primato da prendere con le pinze: attribuito più che dimostrato, e i crediti dell'album assegnano il Moog a due mani diverse — quelle di Flavio Premoli e quelle del batterista Franz Di Cioccio. Chi abbia suonato esattamente quella melodia è, a rigore, una questione aperta; quello che non è in dubbio è che nel 1972, in Italia, un suono così non l'aveva quasi nessuno.
C'è poi la seconda vita del disco, ed è la parte che i collezionisti devono conoscere per non sbagliare acquisto. Storia di un Minuto uscì sulla Numero Uno, l'etichetta di Mogol e Battisti. Quando gli Emerson, Lake & Palmer passarono in tour dall'Italia, Greg Lake notò la band e la portò sulla Manticore, la loro etichetta londinese; l'ex paroliere dei King Crimson Pete Sinfield scrisse i testi inglesi e produsse. Ma attenzione a un equivoco diffuso: l'album internazionale del 1973, Photos of Ghosts, non è la versione inglese di Storia di un Minuto. Pesca soprattutto dal secondo album, Per un Amico, e dal debutto porta un solo brano — È festa, reinciso come Celebration — più un inedito, Old Rain. In pratica, le canzoni di Storia di un Minuto non esistono in inglese: la loro unica casa è la stampa italiana del '72. Ecco perché, su questo disco, l'originale Numero Uno non ha un vero surrogato d'esportazione — ed è esattamente ciò che lo rende un pezzo da cercare.
Come riconoscere la prima stampa Numero Uno del 1972. Il catalogo è ZSLN 55055. La prima tiratura ha la copertina apribile (l'artwork giorno/notte di Marco Damiani) e, dettaglio decisivo, la data «1/72» stampata in basso a sinistra sul retro, insieme alla dicitura dello stampatore «Campi Grafica – Foligno». Le etichette della prima stampa hanno un ampio deep groove. Nei solchi di chiusura sono incise le matrici AKAY 26380 / 26381. Le copertine apribili con date successive — 2/72, 2/74, 1/75 — sono tirature seguenti; e ogni copia a copertina singola (non apribile) è una ristampa dal 1976 in poi. Per confrontare le versioni una accanto all'altra, la pagina master su Discogs è lo strumento migliore: non ci guadagniamo nulla a linkarla, ed è proprio per questo che la mettiamo.
Per il solo ascolto ci sono buone ristampe moderne — la Sony 180 grammi del 2014 e la De Agostini del 2017 (serie «Prog Rock Italiano», con libretto) — silenziose e godibili. Sui prezzi dell'originale ragioniamo per ordini di grandezza, perché quelli dei grail si muovono: una prima Numero Uno pulita, gatefold integro e data 1/72, sta nella fascia media-alta del collezionismo italiano, con le copie migliori sensibilmente sopra. La completezza fa la differenza, come sempre.
Storia di un Minuto è la prima porta dell'isola del prog italiano: da qui si entra, e poi si prosegue verso i grail più aspri — Ys del Balletto di Bronzo, che ad agosto è anche tra le nostre scelte del mese, e più avanti Dedicato a Frazz dei Semiramis e il Darwin! del Banco. La PFM è raccontata anche nel volume Rock progressivo italiano di Francesco Mirenzi, dove la band è tra le voci intervistate. Ma il primo passo è questo disco: quaranta minuti che nel 1972 hanno insegnato all'Italia che il progressive poteva parlare la sua lingua — e al mondo che valeva la pena ascoltarla.
Il disco con cui il prog italiano diventa esportabile: melodia, virtuosismo e un Moog che ha fatto scuola, con la PFM prima in classifica in Italia. La prima stampa Numero Uno 1972 (ZSLN 55055, gatefold, data 1/72) è l'unica casa di queste canzoni: Photos of Ghosts non è la loro versione inglese.
Storia di un Minuto su Vinile — Quale Pressing?
cat. ZSLN 55055, copertina apribile (artwork Marco Damiani), data «1/72» in basso a sinistra sul retro, stampatore «Campi Grafica – Foligno». Etichette prima stampa con ampio deep groove. Matrici AKAY 26380 / 26381
copertine apribili datate 2/72, 2/74, 1/75 — non sono la prima stampa. Ogni copertina singola (non apribile) è una ristampa dal 1976 in poi
Sony 180g (2014) e De Agostini (2017, serie «Prog Rock Italiano», col libretto): moderne e silenziose, accessibili rispetto a un originale ma non un acquisto d'impulso. Confronta sempre le versioni sulla pagina master Discogs prima di comprare
ordini di grandezza, non cifre secche — una prima Numero Uno pulita e completa sta nella fascia media-alta del collezionismo italiano, con le copie migliori sopra. Gatefold integro e data 1/72 fanno la differenza
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Come riconosco la prima stampa Numero Uno del 1972 di Storia di un Minuto?
Il catalogo è ZSLN 55055. La prima tiratura ha la copertina apribile (artwork di Marco Damiani) e, dettaglio decisivo, la data «1/72» stampata in basso a sinistra sul retro, con la dicitura «Campi Grafica – Foligno». Le etichette hanno un ampio deep groove e nei solchi di chiusura si leggono le matrici AKAY 26380 / 26381. Le copertine apribili datate 2/72, 2/74 o 1/75 sono tirature seguenti; ogni copertina singola (non apribile) è una ristampa dal 1976 in poi.
Photos of Ghosts è la versione inglese di Storia di un Minuto?
No, ed è un equivoco comune. L'album Manticore del 1973 pesca soprattutto dal secondo disco, Per un Amico; da Storia di un Minuto porta un solo brano, È festa, reinciso in inglese come Celebration, più l'inedito Old Rain, con testi di Pete Sinfield. Le canzoni di Storia di un Minuto non esistono quindi in versione inglese: la loro unica casa è la stampa italiana Numero Uno del 1972.
Chi suona il Moog su Impressioni di Settembre, ed è davvero il primo nel rock italiano?
Il sintetizzatore è un Moog, e sull'album è accreditato a due musicisti: Flavio Premoli e il batterista Franz Di Cioccio. Chi abbia suonato esattamente la celebre linea finale resta una questione aperta. Anche il primato di «primo Moog di rilievo nel rock italiano» va preso con cautela: è un dato attribuito più che dimostrato. Resta il fatto che nel 1972, in Italia, quel suono era una rarità.