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Lucio Battisti — Il Mio Canto Libero (1972, Numero Uno) vinyl record cover
Recensione

Il Mio Canto LiberoLucio Battisti

Etichetta Numero Uno
Anno 1972
Genere POP
Formato LP · 12"
8.3
su 10 Giudizio
Qualità musicale 8.8
Importanza storica 8.8
Registrazione 8.0
Pressing & vinile 7.5
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L'album più venduto del suo anno e il vertice del sodalizio Battisti-Mogol: melodie che tutta l'Italia ha cantato, il pop d'autore al suo apice.

Battisti mi riporta alle serate in spiaggia a cantare a squarciagola: gli amici con la chitarra, il calore della canzone estiva. È quel tipo di musica — quella che non ascolti da solo in cuffia ma condividi, a voce alta, con chi ti sta intorno — e Il Mio Canto Libero è forse il suo vertice.

Uscito nel 1972, è il disco in cui il sodalizio tra Lucio Battisti e il paroliere Mogol tocca il punto più alto. Battisti scriveva melodie che sembravano esistere da sempre, Mogol le riempiva di parole dirette e sentimentali, e insieme definirono il suono del pop italiano per un decennio. Fu l'album più venduto dell'anno in Italia, e non per caso: ogni canzone è costruita per entrare in testa e restarci. La title track è un inno alla libertà dell'amore che intere generazioni hanno cantato ai matrimoni e nei pullman delle gite; «Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi» è un capolavoro di ambiguità emotiva; «Vento nel vento» chiude con una dolcezza che sa di fine estate.

Ma ridurre Battisti a melodia facile è un errore. Sotto le canzoni c'è una modernità sorprendente: arrangiamenti che guardano al pop-rock inglese e americano, cambi armonici inattesi, una voce — la sua — strana, nasale, imperfetta, che proprio per questo diventò inconfondibile. Battisti non era un cantante da conservatorio; era un autore totale che cantava le proprie creazioni con l'urgenza di chi non può farne a meno. È pop, ma pop d'autore, pensato e costruito.

Fa parte di un momento irripetibile dell'industria italiana. Uscì su Numero Uno, l'etichetta che Battisti e Mogol avevano fondato — la stessa casa che in quello stesso novembre del 1972 pubblicava la PFM di Per un Amico, con un numero di catalogo consecutivo al suo. Due facce dell'Italia musicale di allora, il pop e il prog, nate dalla stessa etichetta a pochi giorni di distanza.

Non è un disco difficile, e non pretende di esserlo. È un disco che vuole essere amato, e lo è stato da milioni di persone — il che, a volte, è la cosa più difficile da ottenere. Ascoltarlo oggi, per me, è tornare a quelle spiagge e a quelle chitarre: la prova che una canzone, quando è giusta, diventa un pezzo di vita.

Questa pagina fa parte della mappa di Roma di The Grail Hunt: per il contesto della città vedi la pagina di Roma, e il capitolo dedicato nel libro The Grail Hunt: Europa.

Tracklist
A1 Il mio canto libero Top
A2 Luci-ah
A3 Poesia (La mia signoria)
A4 Gente per bene e gente per male
B1 Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi Top
B2 Confusione
B3 Vento nel vento Top
Il verdetto

L'album più venduto del suo anno e il vertice di Battisti-Mogol: melodie che tutta l'Italia ha cantato, pop d'autore moderno sotto la superficie facile. Non raro ma fondativo; la prima stampa Numero Uno DZSLN 55156 (data 11/72) è l'originale da cercare.

8.3 su 10 · Groov-illa
Guida ai Pressing

Il Mio Canto Libero su Vinile — Quale Pressing?

Una premessa: non possiedo questa copia. Il voto sulla stampa e le indicazioni che seguono si basano sulle fonti — Discogs e la documentazione sulle stampe — non su un esemplare che ho avuto in mano.

L'originale è la stampa italiana del novembre 1972 su Numero Uno, catalogo DZSLN 55156 (Discogs r2219954, la stessa release del Grail Hunt) — numero consecutivo a quello di Per un Amico della PFM. Il segno di prima tiratura affidabile è la data sul retro, «Campi Grafica – Foligno 11/72», insieme alle etichette grandi con l'anello profondo (deep groove) vicino al foro; la copertina è apribile e opaca, le matrici sono BKAY 26944 / BKAY 26945.

Attenzione a un errore diffuso: il marchio △ nel solco cieco NON data la prima stampa — ce l'ha anche la prima ristampa. Il discriminante vero è la data «11/72» più le etichette grandi col deep groove, non il triangolo.

Anche nel novembre 1972 ci sono varianti: una con data 11/72 ma senza l'anello profondo (r13503762), alcune con copertina stampata da Grafiche Boccadoro di Roma ed etichette senza anello (r13834099, r13155491), e una copia promozionale «Campione non Commerciabile» (r4317082).

La trappola più insidiosa è la prima ristampa con «12/72» sul retro: è quasi identica alla prima stampa — stesse etichette col deep groove, stesso «P △» nel runout — e si distingue solo per quella data. Poi vengono le ristampe 1973-75 (stesso catalogo, data più tarda), la ZSLN 55156 del 1977 in copertina non apribile, e le edizioni recenti (RCA 2012, Sony dal 2016 al 2025).

Sul prezzo, la cronologia vendite Discogs della prima stampa (r2219954) dà una mediana di 20 €, fino a una settantina di euro per le copie migliori; ultima vendita il 15 agosto 2026. Avendo venduto moltissimo, le prime stampe sono numerose e accessibili: il suo valore è storico più che di rarità.

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Domande frequenti

Qual è l'originale di Il Mio Canto Libero?

La stampa italiana del novembre 1972 su Numero Uno, catalogo DZSLN 55156 (Discogs r2219954), in copertina apribile opaca. I segni affidabili sono la data «Campi Grafica – Foligno 11/72» sul retro e le etichette grandi col deep groove; le matrici sono BKAY 26944 / BKAY 26945. Attenzione: il marchio △ nel runout NON distingue la prima stampa — ce l'ha anche la ristampa «12/72», quasi identica. Il nostro giudizio sulla stampa si basa sulle fonti, non sul possesso di una copia.

Perché questo disco è così importante?

È l'album più venduto del suo anno in Italia e il vertice del sodalizio Battisti-Mogol, che per un decennio definì il suono del pop italiano. Unisce melodie popolarissime a una modernità d'arrangiamento e a una voce inconfondibile: pop, ma pop d'autore, pensato e costruito.

C'entra qualcosa con la PFM?

Sì, per etichetta e cronologia: uscì su Numero Uno, la casa fondata da Battisti e Mogol, con un numero di catalogo (DZSLN 55156) consecutivo a quello di Per un Amico della PFM (DZSLN 55155), pubblicato nello stesso novembre 1972. Pop e prog italiani nati dalla stessa etichetta a pochi giorni di distanza.

Quanto vale un originale?

La cronologia vendite Discogs della prima stampa (r2219954) dà una mediana di 20 €, fino a ~68 € per le copie migliori (ultima vendita 15 agosto 2026). Vendette così tanto che le prime stampe sono numerose e accessibili; il suo valore è storico più che di rarità. Attenzione comunque a distinguere la prima tiratura (data 11/72, deep groove) dalla ristampa 12/72 e dalle successive.

Sergio Sueri
Scritto da
Sergio Sueri
Critica e Direzione
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