Curtom Records · 1972
Una colonna sonora che indaga il film invece di celebrarlo. Mayfield trasforma il soul in coscienza, il groove in atto politico.
Estate 1972. Il cinema blaxploitation stava costruendo i suoi eroi nello stesso momento in cui le comunità afroamericane li pagavano il prezzo più alto: Shaft, Sweetback, e ora Priest — il dealer elegante di Superfly, il film di Gordon Parks Jr. destinato a diventare un fenomeno da botteghino. Le major del cinema volevano musica all'altezza dell'immagine: glamour, forza, groove da vendere insieme ai poster. Curtis Mayfield prese la sceneggiatura, qualche girato grezzo, e fece l'opposto. Registrò un disco che non celebra Priest — lo compiange, lo giudica, lo mette sotto processo con la stessa delicatezza con cui un falsetto può fare più male di un pugno.
La scelta del falsetto non è mai stata innocente, in Mayfield. Da The Impressions in poi, quella voce alta e sottile aveva sempre portato con sé un'idea precisa: la vulnerabilità come forma di dignità, non di debolezza. Su Superfly quella scelta diventa dichiarazione politica. Pusherman — quattro minuti e quaranta di basso grasso e archi che scivolano come seta su vetro — descrive il pusher come una trappola, non come un modello. Mayfield non canta con ammirazione: canta con la lucidità di chi ha visto cosa succede dopo. Freddie's Dead arriva subito dopo, con quegli ottoni sincopati e quella ritmica spezzata che sembrava un lamento mascherato da danza, e racconta la fine obbligata di una storia che il film stava vendendo come gloriosa. Il testo è un epitaffio, non un inno. Sul lato B, la title track Super Fly chiude il cerchio: groove incontenibile, arrangiamento di Johnny Pate che trasforma ogni singolo strumento in un elemento narrativo, Mayfield che canta sopra tutto come se stesse parlando da un posto molto più in alto del marciapiede.
Il pressing originale Curtom (CRS 8014-ST, 1972, etichetta arancione e bianca, distribuzione Buddah) è il riferimento storico e si difende ancora benissimo: i bassi di Joseph Scott hanno corpo e presenza, gli archi di Pate hanno una morbidezza che i sistemi analogici dell'epoca restituivano meglio di qualunque digitale. Le copie in buone condizioni si trovano su Discogs tra i 20 e i 60 euro. Le ristampe Warner Bros./Curtom degli anni centrali del decennio sono sostanzialmente equivalenti per qualità sonora. Il riferimento moderno è la ristampa Rhino/Curtom del 2014, disponibile anche su 180g: mastering pulito, bassi con più definizione senza perdere il calore analogico dell'originale, superficie silenziosa che lascia emergere il microdettaglio degli archi — in particolare nelle transizioni tra le sezioni orchestrali di Super Fly, che sulle presse usurate tendevano a comprimersi.
Superfly è uno di quei dischi che sopravvivono al contesto per cui sono stati creati. Il film è datato; la musica non lo è, perché parla di qualcosa che il film si rifiutava di guardare in faccia. Non è la prima volta che una colonna sonora supera il film in questione — ma raramente la distanza critica tra le due opere è così deliberata e così precisa. Il brano imperdibile è Pusherman: due minuti dopo che è entrato nelle casse, smettete di leggere qualsiasi scheda tecnica e ascoltate soltanto.
La colonna sonora che ha indagato il film invece di illustrarlo. Cercate l'originale Curtom arancione per il documento storico, la Rhino 2014 su 180g per il suono migliore. Pusherman da sola vale il prezzo del vinile.
Superfly su Vinile — Quale Pressing?
CRS 8014-ST (1972, etichetta arancione/bianca, distribuzione Buddah). Il documento storico — bassi di Scott con corpo e presenza, archi di Pate caldi e profondi. Cercate VG+ su Discogs tra €20 e €60
Qualitativamente equivalenti all'originale, più facili da trovare in buone condizioni. Una scelta valida se l'originale Buddah non si trova
Il riferimento moderno. Mastering più pulito, bassi con maggiore definizione, superficie silenziosa che lascia emergere il dettaglio orchestrale. La scelta consigliata per l'ascolto quotidiano
Evitate le ristampe economiche non ufficiali circolate negli anni '80 — qualità audio molto variabile e spesso priva del calore dell'originale analogico
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Superfly è davvero una critica al film o è soltanto una grande colonna sonora?
È entrambe le cose, e la tensione tra le due funzioni è precisamente il punto. Mayfield ha scritto il disco prima che il montaggio del film fosse completato, lavorando dalla sceneggiatura e da qualche girato grezzo. Ha deliberatamente scelto di non celebrare il protagonista Priest — i testi di Pusherman e Freddie's Dead sono moralmente opposti all'immagine del film. Funziona come colonna sonora perfetta e come atto critico autonomo allo stesso tempo.
Quale pressing scegliere tra l'originale Curtom del 1972 e la ristampa Rhino 2014?
Dipende dall'uso. L'originale Curtom (CRS 8014-ST) è il documento storico: warm, analogico, con quella grana di fondo che fa parte del suono. La Rhino 2014 su 180g ha più definizione nei bassi, superficie più silenziosa, ed è la scelta migliore per l'ascolto quotidiano su un impianto moderno. Per un collezionista, idealmente entrambe.
Gli archi di Superfly sono stati campionati dall'hip-hop?
Massicciamente. Pusherman è uno dei dischi più campionati nella storia dell'hip-hop: Ice Cube, Scarface, Jay-Z, Common, Kendrick Lamar hanno tutti attinto direttamente alle sessioni di Johnny Pate. Il bassline di Freddie's Dead è stato campionato altrettanto frequentemente. Ascoltare Superfly in vinile significa sentire la fonte di decenni di produzione rap.