Klein + M.B.O. — Dirty Talk (1982, Zanza) vinyl record cover

Zanza · 1982

ELECTRONIC LP · 12" 1982 Zanza
Recensione

Dirty TalkKlein + M.B.O.

Etichetta Zanza
Anno 1982
Genere ELECTRONIC
Formato LP · 12"
8.4
su 10 Giudizio della redazione
Qualità musicale 8.5
Importanza storica 8.8
Registrazione 8.2
Pressing & vinile 8.2
🇬🇧 Read in English

Il 12" milanese che insegnò a Chicago a ballare — un antenato diretto della house. Riconosci l'originale italiano Zanza (SIAE, Lire, Made in Italy), non quello belga.

Prima che esistesse la house music, c'era un 12" milanese che le somigliava quasi in tutto — con tre o quattro anni d'anticipo. Dirty Talk, prodotto a Milano nel 1982 dal team Klein + M.B.O., è uno di quei dischi la cui importanza si coglie appieno solo sapendo dove è andato a finire: sui giradischi del Warehouse di Chicago, nelle mani dei DJ che stavano per inventare un genere, trattato come progetto di ciò che la dance sarebbe potuta diventare.

Preso in sé, è un magnifico esempio di dance elettronica italiana dei primi anni Ottanta — la corrente che presto sarebbe stata etichettata Italo-disco, ma colta qui nella sua versione più proiettata in avanti. Una linea di basso elettronica ipnotica, batterie elettroniche, voci fredde e distaccate, e spazio dove un disco minore avrebbe stipato un ritornello. Ha la pazienza e il battito meccanico della house prima che la house esistesse; nella sua sobrietà e nel suo groove si sente già la forma del futuro in quattro quarti.

I Klein + M.B.O. erano un progetto di studio milanese costruito attorno ai produttori Mario Boncaldo e Tony Carrasco, al lavoro nella fertile scena italiana dei primi anni Ottanta che fondeva gli avanzi della disco con sintetizzatori economici ed espressivi. Ciò che trovarono con Dirty Talk fu una freddezza che sembrava nuova — europea, elettronica, un po' sinistra — là dove la disco americana era stata calda e orchestrale. Quel gelo è esattamente ciò che lo rese portatile: togli gli archi e lo show, lascia la macchina e il groove, e hai qualcosa su cui un DJ può costruire un'intera serata, e alla fine un intero genere.

La sua influenza attraversa la storia stessa delle origini della house. Nei club di Chicago dei primi anni Ottanta, i dischi italiani importati — Dirty Talk in prima fila — erano parte della materia prima che i DJ rilavoravano in una musica nuova. È un disco che ha attraversato un oceano e ha aiutato ad accendere una miccia: una produzione italiana, fatta lontano da qualsiasi pista che poi avrebbe rivendicato il genere, che alimenta direttamente il suono che ha rimodellato il pop globale. Milano non sempre riceve il merito, ma la scena elettronica milanese dei primi anni Ottanta è intrecciata al DNA della house, e questo 12" ne è il filo più chiaro.

Vale la pena soffermarsi su quanto sia strano quel viaggio: un disco fatto da professionisti di studio a Milano, pensato per i club italiani ed europei, che trovò la sua casa più vera a migliaia di chilometri di distanza, nella sottocultura nera e gay americana che avrebbe rifatto interamente la dance. Dirty Talk appartiene a entrambe le storie insieme — il canone Italo-disco e la preistoria della house — e questa doppia cittadinanza è esattamente ciò che lo rende una cosa così appagante da possedere e da suonare.

Ciò che gli impedisce di essere una semplice nota a piè di pagina è che funziona ancora in pista. Mettilo su e non suona come un pezzo da museo; suona come un disco dance funzionale e ipnotico, ed è precisamente per questo che i DJ di Chicago lo scelsero. Il tempo è stato gentile col suo minimalismo freddo — le stesse qualità che nel 1982 lo facevano sembrare un po' in anticipo sono ciò che lo fa suonare senza tempo oggi.

Per un collezionista sta a un crocevia affascinante: grail Italo-disco, antenato della house, e promemoria che la storia della dance è più intricata e più europea di quanto la versione ordinata "Chicago e Detroit" lasci intendere. Dirty Talk è la discreta rivendicazione di Milano sulla nascita della house — e uno dei 12" più silenziosamente decisivi che la città abbia mai stampato.

Tracklist
A Dirty Talk Top
B Dirty Talk (Instrumental)
Il verdetto

Il 12" milanese del 1982 che aiutò a insegnare a Chicago a ballare: Italo-disco nella sua versione più proiettata in avanti, e antenato diretto della house. Quello da avere è l'originale italiano Zanza (ZR0107); da non confondere con la versione belga su Baby Records.

8.4 su 10 · Groov-illa
Guida ai Pressing

Dirty Talk su Vinile — Quale Pressing?

ORIGINALE ZANZA (1982)

cat. ZR0107, e la cosa più importante da sapere è che cosa NON è: il disco uscì anche in Belgio su Baby Records, ed è quella stampa belga che più spesso viene scambiata per — o venduta come — l'originale. Quello che vuoi è la stampa italiana Zanza, e si identifica chiaramente

TRE TELL ITALIANI INSIEME

primo, il timbro SIAE — il marchio della società italiana di autori ed editori, presente sulle stampe italiane e assente su quelle estere. Secondo, un prezzo stampato in Lire, che lo fissa al mercato italiano dell'epoca. Terzo, la dicitura esplicita «Made in Italy». Una copia col timbro SIAE, il prezzo in Lire e «Made in Italy», sull'etichetta Zanza con catalogo ZR0107, è il vero originale italiano; una copia su Baby Records è l'edizione belga, un oggetto diverso

PERCHÉ IL PANORAMA È CONFUSO

«Dirty Talk» circolò molto e in più territori — parte del motivo per cui arrivò a Chicago — quindi le stampe sono davvero tante, e le copie belga e italiana sono facili da scambiare se vai a orecchio. Vai per etichetta e timbri

PREZZI

l'originale italiano Zanza sta grosso modo nella fascia €25–40. Ne fa uno dei grail della dance più accessibili — un vero antenato della house che un DJ o un collezionista può davvero permettersi, a patto di comprare la stampa italiana e non quella belga. Come sempre, consideralo un ordine di grandezza, e lascia che condizione e completezza guidino il resto

Acquista Dirty Talk su Vinile

Groov-illa partecipa ai programmi di affiliazione di Amazon, eBay Partner Network e CDandLP, tra gli altri. Acquistando tramite i nostri link riceviamo una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te. Il link a Discogs non è affiliato: da quello non guadagniamo nulla.

Domande frequenti

Come distinguo l'originale di Dirty Talk dalla versione belga?

L'originale è la stampa italiana Zanza (catalogo ZR0107): cerca il timbro SIAE, un prezzo stampato in Lire e «Made in Italy». La versione con cui viene confuso è l'edizione belga su Baby Records, una stampa diversa. Vai per etichetta e timbri italiani, non a orecchio.

Perché questo disco conta per la house music?

Nei club di Chicago dei primi anni Ottanta, i dischi dance italiani importati come Dirty Talk erano parte della materia prima che i DJ rilavoravano nella house. È una traccia Italo-disco con la pazienza e il battito della house prima che la house esistesse — un antenato diretto, fatto a Milano anni prima che il genere avesse un nome.

Quanto vale un originale?

L'originale italiano Zanza sta grosso modo nella fascia €25–40, il che ne fa uno dei grail della dance più accessibili. Assicurati solo di comprare la stampa Zanza e non quella belga su Baby Records. I prezzi si muovono, quindi consideralo un ordine di grandezza.

Dove posso trovarlo a Milano?

I negozi milanesi di dance e dell'usato, e le fiere del disco della città, sono i posti naturali dove compare una copia italiana Zanza. Comprarlo di persona ti permette di verificare il timbro SIAE, il prezzo in Lire e il «Made in Italy» prima di pagare.

John S.
Scritto da
John S.
Critica e Sperimentale
Chi sono →

Il magazine
nella tua casella.

Recensioni, pressing guide e storie. Una volta al mese.

Nessuno spam. Disiscrizione in un click.