Placebo — Without You I'm Nothing (1998, Hut) vinyl record cover

Hut · 1998

ROCK LP · 12" 1998 Hut
Recensione

Without You I'm NothingPlacebo

Etichetta Hut
Anno 1998
Genere ROCK
Formato LP · 12"
8
su 10 Giudizio della redazione
Qualità musicale 8.3
Importanza storica 7.8
Registrazione 8.3
Pressing & vinile 7.6
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Il disco in cui i Placebo diventano i Placebo: glam nevrotico e androgino, tre singoli fortissimi e un cuore oscuro. Il loro equilibrio più riuscito tra hit e lato oscuro.

Without You I'm Nothing è il disco in cui i Placebo diventano i Placebo. Il debutto del 1996 li aveva resi famosi e un po' famigerati — «Nancy Boy», l'ambiguità, lo scandalo facile — ma era un disco di provocazione più che di identità. Qui, due anni dopo, con il nuovo batterista Steve Hewitt a stabilizzare il suono, la band mette a fuoco ciò che sarà: un glam nevrotico e androgino, tagliente e malato, sospeso tra la hit da radio e il lato oscuro. È il momento in cui la posa diventa opera.

Lo produce Steve Osborne ai Real World Studios di Bath (con l'eccezione di «Pure Morning», affidata a Phil Vinall ai Livingston di Londra), e la differenza rispetto alla ruvidezza dell'esordio si sente subito: il suono è più grande, più dinamico, più definito, senza perdere il nervo. Osborne dà spazio alle chitarre di Brian Molko e Stefan Olsdal e soprattutto alla voce di Molko — quel timbro nasale, acuto, sessualmente indefinito che è lo strumento più riconoscibile del gruppo. Non è una bella voce nel senso convenzionale; è una voce con un carattere, e su questo disco diventa la firma di tutto.

I singoli mostrano l'ampiezza. «Pure Morning», costruita su un loop di batteria ipnotico, è un pezzo strano diventato hit — tre minuti di trance obliqua. «You Don't Care About Us» spinge più forte, rabbiosa e diretta. «Every You Every Me» è il gioiello cristallino, la melodia perfetta che di lì a poco sarebbe finita nella colonna sonora di Cruel Intentions, e che resta una delle cose più belle mai scritte da Molko. Ma il cuore vero del disco è altrove, nei brani più lunghi e malati: «My Sweet Prince», ballata sull'eroina di una nudità quasi imbarazzante, è forse il vertice emotivo, il punto in cui la posa glam cade e resta solo il dolore.

Un chiarimento dovuto, perché l'errore è comune: la title track sull'album del 1998 non ha David Bowie. Il celebre duetto con Bowie è la versione rimixata uscita come singolo nel 1999 — un riconoscimento importante, Bowie che benedice i suoi eredi glam, ma un oggetto separato, non una traccia del disco. Sull'album, «Without You I'm Nothing» è una ballata cupa e sola, e sta benissimo così.

I testi sono il territorio di Molko: sesso, droghe, genere, alienazione, tutto detto con un'intelligenza fredda e senza autocommiserazione. L'androginia dei Placebo non era un travestimento da copertina ma la sostanza stessa del disco — un rock che rifiutava le regole di genere del suo tempo e ne faceva materia poetica, in un decennio ancora largamente a disagio con l'ambiguità. Collocato tra il debutto e il più duro Black Market Music del 2000, Without You I'm Nothing è il loro equilibrio più riuscito: abbastanza melodico da conquistare le classifiche — arrivò al numero 7 nel Regno Unito, disco di platino — abbastanza oscuro da non tradire sé stesso.

Non è un disco perfetto: a sessantacinque minuti è un po' lungo, e qualche brano centrale scorre via senza lasciare il segno. Ma è il disco che definisce una band e un'estetica, e contiene almeno tre canzoni che non se ne vanno più. È il Placebo essenziale.

Sul quale pressing scegliere — originale 1998 o ristampa rimasterizzata, prezzi e cosa cercare — ne parliamo nel deep cut dedicato. Qui conta la musica.

Tracklist
A1 Pure Morning Top
A2 Brick Shithouse
A3 You Don't Care About Us
B1 Ask for Answers
B2 Without You I'm Nothing Top
B3 Allergic (to Thoughts of Mother Earth)
C1 The Crawl
C2 Every You Every Me Top
C3 My Sweet Prince
D1 Summer's Gone
D2 Scared of Girls
D3 Burger Queen
Il verdetto

Il disco in cui i Placebo mettono a fuoco la propria identità: glam nevrotico e androgino, tre singoli fortissimi e un cuore oscuro in «My Sweet Prince». Non perfetto — un po' lungo — ma il loro equilibrio più riuscito tra hit e ombra, e il Placebo essenziale. Per la stampa da comprare, vedi il deep cut.

8 su 10 · Groov-illa
Guida ai Pressing

Without You I'm Nothing su Vinile — Quale Pressing?

QUALE STAMPA COMPRARE

la storia dell'oggetto — originale Hut del 1998, ristampa rimasterizzata, prezzi e tell per riconoscere le versioni — è trattata per intero nel deep cut dedicato «Without You I'm Nothing: comprarlo in vinile». Questa pagina si occupa della musica; per scegliere la copia, vedi lì.

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Domande frequenti

David Bowie è sull'album?

No, non sull'album del 1998. Il duetto con David Bowie è la versione rimixata della title track, uscita come singolo nel 1999 — un oggetto separato. Sull'album originale «Without You I'm Nothing» è una ballata dei soli Placebo, senza Bowie. È un equivoco molto diffuso, ma la distinzione è netta: album 1998 senza Bowie, singolo 1999 con Bowie.

Qual è il posto di questo disco nella discografia dei Placebo?

È il secondo album, tra il debutto omonimo del 1996 e Black Market Music del 2000. Il debutto li aveva resi famosi con la provocazione; qui la band mette a fuoco la propria identità — il glam androgino, la scrittura di Molko, l'equilibrio tra melodia e oscurità — ed è considerato da molti il loro disco più riuscito.

Chi ha prodotto Without You I'm Nothing?

Steve Osborne, ai Real World Studios di Bath, con «Pure Morning» prodotta invece da Phil Vinall ai Livingston Studios di Londra. La produzione di Osborne dà al disco un suono più grande e dinamico rispetto alla ruvidezza del debutto, senza smussarne il nervo.

Quale pressing conviene comprare?

Per la guida completa — originale 1998 contro ristampa rimasterizzata, fasce di prezzo e come riconoscere le versioni — rimandiamo al deep cut dedicato al disco, che si occupa proprio dell'oggetto e del mercato. Questa recensione si concentra sul giudizio artistico.

Sergio S.
Scritto da
Sergio S.
Critica e Direzione
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