Bauhaus — In the Flat Field (1980, 4AD) vinyl record cover

4AD · 1980

ROCK LP · 12" 1980 4AD
Recensione

In the Flat FieldBauhaus

Etichetta 4AD
Anno 1980
Genere ROCK
Formato LP · 12"
8.4
su 10 Giudizio della redazione
Qualità musicale 8.3
Importanza storica 9.0
Registrazione 7.8
Pressing & vinile 8.3
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Il disco che fondò il goth e fu stroncato alla nascita — primo LP della 4AD, demolito dalla stampa dell'epoca e canonizzato dopo.

Double Dare apre il disco con un basso che avanza minaccioso, la chitarra di Daniel Ash che taglia come lamiera e la voce di Peter Murphy — baritono teatrale, quasi liturgico — che entra come un attore su un palco vuoto. È il 1980, la parola «goth» non esiste ancora come etichetta musicale, ma è tutta qui: l'austerità, il dramma, il buio tenuto a distanza di braccio. In the Flat Field non è «il debutto goth dei Bauhaus». È il disco che ha fondato un genere — e che alla nascita fu preso a calci.

Esce il 7 novembre 1980, e già l'oggetto racconta una storia: è la prima uscita in LP della 4AD, l'etichetta (catalogo CAD 13) che sarebbe diventata la più influente esteticamente di tutto l'indie britannico — la casa dei Cocteau Twins, dei Pixies, dei Dead Can Dance. Comincia qui, con quattro ragazzi di Northampton che avevano già pubblicato qualche singolo (tra cui il monolite «Bela Lugosi's Dead», che però non è su questo album) e che ora si autoproducono ai Southern Studios. Murphy alla voce, Ash alla chitarra, David J al basso, Kevin Haskins alla batteria: una band che suonava già come nessun'altra.

E qui sta il nodo che rende il disco più interessante della sua reputazione. La stampa musicale settimanale britannica — quella che allora dettava legge — lo trattò con ostilità, quando non con aperto disprezzo: troppo teatrale, troppo cupo, troppo pretenzioso per il consenso post-punk del momento, che premiava l'urgenza sociale più della posa gotica. Ma nelle fanzine, nel sottobosco, il disco veniva amato e passato di mano in mano. È il classico documento fondativo demolito all'uscita e canonizzato dopo: quello che i critici del 1980 liquidarono come manierismo si è rivelato la nascita di un linguaggio che quarant'anni dopo è ancora vivo. Non lo capirono perché stavano ascoltando la risposta a una domanda che nessuno aveva ancora fatto.

Eppure il disco si mosse: arrivò al numero 72 della classifica britannica, il primo ingresso in classifica dei Bauhaus — modesto, ma sufficiente a smentire chi lo dava per illeggibile. E c'era, in quell'austerità, un'intelligenza visiva che sarebbe diventata il marchio della 4AD: la copertina in bianco e nero, spoglia e severa, anticipa l'estetica che l'etichetta avrebbe portato a livelli altissimi negli anni successivi. Murphy, sul palco, trasformava tutto questo in teatro — ma il teatro, qui, non è mai solo posa: è il modo in cui la band prendeva sul serio il proprio buio.

Musicalmente è spigoloso, e lo è per scelta. St. Vitus Dance e Stigmata Martyr portano il dramma religioso e corporeo che sarà il marchio del genere; la title track è nervosa, quasi respingente; A God in an Alcove mostra che sotto l'austerità c'era vera scrittura. Non è un disco facile né sempre riuscito — a tratti la posa supera la canzone — ma è coraggioso in un modo che pochi esordi sono, e la chitarra di Ash, tutta angoli e riverbero, ha inventato da sola mezzo suono di una generazione.

È il punto d'ingresso dell'isola goth che stiamo costruendo. Se gli Unknown Pleasures dei Joy Division erano il buio industriale di Manchester, In the Flat Field è il buio teatrale che ne prende un ramo e lo porta altrove — verso il gotico, l'androgino, il liturgico. Da qui la strada prosegue verso Mask del 1981, il passo successivo dei Bauhaus. Per il quadro completo — come il goth nasce dal post-punk, e come certe sue radici affondino perfino nel dub — rimando al reportage sulla nascita del goth e ai suoi satelliti.

Il disco che demolirono nel 1980 è quello che oggi apre ogni storia del genere. La critica di allora aveva torto, e raramente il torto è stato così istruttivo.

Tracklist
A1 Double Dare Top
A2 In the Flat Field Top
A3 A God in an Alcove
A4 Dive
A5 The Spy in the Cab
B1 Small Talk Stinks
B2 St. Vitus Dance
B3 Stigmata Martyr Top
B4 Nerves
Il verdetto

Il disco che fondò il goth e fu stroncato alla nascita — primo LP della 4AD, spigoloso e teatrale, oggi canonico. La prima stampa 4AD del 1980 (CAD 13, etichette blu, taglio Utopia/Tape One) è l'oggetto da cercare; le ristampe, dal remaster 2009 in poi, servono solo ad ascoltarlo.

8.4 su 10 · Groov-illa
Guida ai Pressing

In the Flat Field su Vinile — Quale Pressing?

ORIGINALE 4AD (1980)

CAD 13, la prima uscita in LP dell'etichetta. Etichette blu 4·AD, copertina opaca bianco/nero, inner apribile dall'alto con i testi su un lato. Tell del taglio nel runout: lato A masterizzato a Utopia (il simbolo della lira «Ʊ»), lato B a Tape One (la scritta «BILBO TA1PE»)

VARIANTI DI STAMPA

alcune copie con pressa WEA West Drayton; nel deadwax compare anche la scritta scherzosa «THE CUTTING ROOM FLOOR CLAIMS ANOTHER INTRO». Circolano etichette bianche e stampe estere (Nuova Zelanda, CNR olandese, Beggars canadese): non sono la prima UK

PREZZI

volatili, e Discogs mescola condizioni e tagli — grosso modo da poche decine di euro a oltre €150, con una prima UK pulita intorno alle £80 (~€90).

RISTAMPE

c'è il remaster del 2009 e vari repress successivi, buoni per ascoltare; ma l'oggetto resta la prima 4AD del 1980, etichette blu, Ʊ / BILBO TA1PE nel solco cieco

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Domande frequenti

Come riconosco la prima stampa 4AD del 1980?

Cerca il catalogo CAD 13 con le etichette blu 4·AD, la copertina opaca in bianco e nero e l'inner apribile dall'alto con i testi. Nel runout, il lato A porta il simbolo della lira «Ʊ» (masterizzazione Utopia) e il lato B la scritta «BILBO TA1PE» (Tape One). Esistono varianti con pressa WEA West Drayton. Una prima UK pulita gira intorno alle £80.

È vero che alla sua uscita fu stroncato?

Sì. La stampa musicale settimanale britannica lo trattò con ostilità — troppo teatrale e cupo per il gusto post-punk del momento — mentre le fanzine e il sottobosco lo amavano. È un documento fondativo del goth demolito all'uscita e canonizzato dopo: il disco che i critici del 1980 liquidarono è quello che ha fondato un genere.

In the Flat Field contiene «Bela Lugosi's Dead»?

No. «Bela Lugosi's Dead» è il singolo d'esordio dei Bauhaus, precedente, e non è incluso nell'album. In the Flat Field è il loro primo LP, uscito su 4AD il 7 novembre 1980; la confusione è comune ma i due sono oggetti distinti.

Perché questo disco è importante per la 4AD?

Perché è la prima uscita in LP dell'etichetta (CAD 13). Da qui comincia la 4AD, che sarebbe diventata l'etichetta indie britannica esteticamente più influente — la casa di Cocteau Twins, Dead Can Dance, Pixies. Possedere la prima stampa significa possedere l'inizio di quella storia.

Sergio S.
Scritto da
Sergio S.
Critica e Direzione
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