Una nota di trasparenza, prima di tutto: questo è un libro di Groovilla Books. La scheda lo presenta senza fingere distanza critica — lo segnaliamo per quello che contiene, non per convincere nessuno.
«Spiritual Jazz. La fede dei suoni neri» ricostruisce la storia del jazz spirituale afroamericano dal 1965 al 2026: da «A Love Supreme» di John Coltrane fino al revival contemporaneo di Londra, Los Angeles e Chicago. Il sottotitolo — «Storia, dischi e collezionismo del jazz afroamericano» — indica i tre piani su cui il libro si muove: la vicenda musicale, i dischi come oggetti, e il collezionismo che li ha tenuti in vita.
La struttura è cronologica: un'introduzione, sette capitoli in ordine di tempo (la rivelazione di Coltrane; Impulse! e la costruzione del tempio attorno a Pharoah Sanders, Alice Coltrane, Albert Ayler e Archie Shepp; Strata-East e il jazz cooperativo; Tribe e la coscienza di Detroit; Black Jazz e la via californiana; il lungo inverno; il risveglio contemporaneo), un epilogo, e poi la parte pensata per chi colleziona.
È lì che il volume si distingue da una storia della musica e basta. Un'appendice tecnica spiega come riconoscere una stampa originale da una ristampa — numeri di catalogo, matrici nel solco morto, etichette, copertine, condizioni. Una sezione finale presenta trenta dischi fondamentali con i rispettivi numeri di catalogo e le quotazioni di mercato, dai titoli accessibili alle rarità a quattro cifre. Sono gli strumenti che rendono il libro un riferimento da consultare con un disco in mano.
Il libro esce in due edizioni distinte, italiana e inglese, ciascuna scritta come testo autonomo e non come traduzione dell'altra. Questa scheda riguarda l'edizione italiana, firmata da Sergio Sueri.













